Primavera al Benini
“Imperiali” gli Augustici al Benini
Non ho potuto seguire tutto lo spettacolo per causa di forza maggiore, ma la parte che ho visto ed udito mi ha sinceramente sorpreso per la qualità, l’efficacia espressiva e comunicativa dimostrata dagli ” Augustici ” e dall’attore Eusti. Sarà stata anche la suggestione dei testi di Gaber che mi hanno ricordato la giovinezza passata con le passioni, le disillusioni , le speranze e le utopie ( non so quanto di tutto ciò possano aver colto i giovani alunni presenti! ); rimane tuttavia l’esperienza di una splendida emozione vissuta. Grazie alle colleghe Saccani e Sebastiani che hanno promosso l’evento e complimenti ancora ad attori e musicisti.
LA SCUOLA ENTRA NEL DIGITALE O È IL DIGITALE AD ENTRARE NELLA SCUOLA?
BUONA PASQUA
L’Istituto Benini augura BUONA PASQUA.
giornata mondiale della poesia .
Sono nata il ventuno a primavera
ma non sapevo che nascere folle,
aprire le zolle
potesse scatenar tempesta. (Alda Merini)
PUBBLICITA’ CONTRO LA DIGNITA’ FEMMINILE
In questi giorni abbiamo approfondito, insieme alle prof.sse Sara Marsico e Monica Masoch, il tema della PUBBLICITA’ CONTRO LA DIGNITA’ FEMMINILE.
In aula LIM, abbiamo potuto osservare e analizzare diverse pubblicità presenti soprattutto su giornali, cartelloni pubblicitari ed alcune trasmesse in televisione.
Eccone alcune:
Questa pubblicità, firmata Amarena Fabbri, è stata censurata dal Comitato di Controllo dell’Istituto di autodisciplina pubblicitaria perchè lede la dignità della donna e mercefica il corpo femminile.
Come possiamo ben notare in questo manifesto, il barattolo delle ciligie nel formato “classica” è collocato sotto il viso della donna bianca mentre il barattolo delle ciliegie al cioccolato è collocato sotto il viso della donna di colore. Inoltre, è presente tra le due labbra semi aperte una ciliegia.
Ritengo che questo manifesto pubblicitario sia prima di tutto razzista ma anche volgare.
Anche qusto messaggio pubblicitario è stato censurato perchè lede la dignità della donna e mercefica il corpo femminile.
In questa pubblicità è ritratto il fondo schiena di una donna con un 2di picche in mezzo alle natiche con di fianco la bottiglia del liquore “Disaronno”.
Immagine indirizzata in particolare a uomini e molto volgare, in quanto la figura del fondo schiena femminile poteva essere evitata dato che non rispecchia la funzione del prodotto.
Questa pubblicità mostra una donna a torso nudo con in mano un fascio di spighe mentre con l’altra cerca di coprire il seno. La frase riportata dice: “molto più di una prima”.
Anche questo messaggio è stato censurato perchè lede la dignità femminile e mercifica il corpo della donna.
E’ una pubblicità molto volgare soprattutto perchè ritrae solamente il seno della donna, tralasciando invece il suo viso che potrebbe essere molto più significativo.
Queste pubblicità, come molto spesso accade, rappresentano la donna in pose e atteggiamenti che potrebbero suscitare erotismo e attirare l’attenzione dei destinatari.
Chiunque si ritenga danneggiato da un messaggio pubblicitario, può rivolgersi al Giurì, organo arbitrale composto da giuristi ed esperti della comunicazione di massa, compilando un modulo presente sul sito dello IAP (ISTITUTO DELL’AUTODISCIPLINA PUBBLICITARIA).
E voi, cosa ne pensate della pubblicità contro la dignità femminile?
CRISTINA, 5C PACLE
In difesa della scuola pubblica
http://www.urlodellascuola.it/wp-content/uploads/2012/02/Appello-e-Vademecum-Urlo.pdf
hanno aderito fra gli altri (by telephone): Remo Bodei (filosofo) Gianni Vattimo (filosofo) Edoardo Bennato (musicista) Paolo Villaggio (attore) Toni Servillo (attore) Umberto Curi (filosofo) Fulvio Abbate (giornalista) Fabrizio Bentivoglio (attore) Mimmo Calopresti (regista) Fabio Vacchi (compositore) Ascanio Celestini (attore) Gianluca “Fogliazza” (vignettista) Antonio Pennacchi (scrittore) Ivano Marescotti(attore) Andrea Rivera (attore) Paolo Crepet (psichiatra) Luciana Castellina (giornalista) Salvo Intravaia (giornalista) Giuseppe Caliceti (scrittore) Marco Sgrosso (attore) Davide Ceccon (fumettista) Beatrice Alemagna (scrittrice) Elena Baboni (illustratrice) Bruno Tognolini (scrittore) Paolo Fresu (musicista) Sonia Peana (musicista) Loriano Macchiavelli (scittore) Stefano Bonaga (filosofo) Maurizio Cardillo (attore) Anna Amadori (attrice) Duilio Pizzocchi (comico) Andrea Morrone (costituzionalista) Mila Spicola (insegnante) Maurizio Ferraris (filosofo) Gabriele Salvatores (regista) Diego Abatantuono (attore) Peter Gomez (giornalista) Lidia Ravera (scrittrice) Vauro (vignettista) Giorgio Diritti (regista) Giulio Giorello (filosofo) Philippe Daverio (storico dell’arte) Luca Bottura (autore) Alessio Boni (attore) Piergiorgio Odifreddi (matematico)
La monotonia del posto fisso?
“Il posto fisso è monotono” (cit. Mario Monti)
Durante un’intervista a Canale 5 il premier Mario Monti ha detto che ‹‹il posto fisso è monotono››, in quanto i giovani devono abituarsi all’idea che non avranno un posto fisso per tutta la vita. Inoltre è meglio ambiare e affrontare delle sfide purché avvengano in condizioni accettabili.
Di fatto, l’affermazione di Monti non è sbagliata, infatti cambiando spesso lavoro e non dedicandosi per tutta la vita ad uno solo, ogni persona ha la possibilità di migliorarsi, mettersi alla prova, arricchirsi…molto probabilmente sarebbe anche più facile per i cittadini mettere in pratica l’articolo 4 della nostra Costituzione (seconda parte), il quale afferma che “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.”
Insomma la flessibilità non è un male, ma essa deve essere accompagnata da robusti ammortizzatori sociali.
Quindi avrei delle obiezioni a questa affermazione.
Prima di tutto, per poter apprezzare e condividere la monotonia del posto fisso bisognerebbe prima di tutto averlo, un posto fisso. Infatti la frase risulta come una presa in giro per tutti coloro, soprattutto giovani, i cui lavori (quando ci sono) sono caratterizzati dalla precarietà.
Inoltre, il posto fisso dà una certa sicurezza a chi ha in serbo dei progetti per la sua vita. È anche curioso che per esempio, chiunque richieda un mutuo in banca si senta rispondere che c’è bisogno della garanzia del posto fisso.
Infine, in Italia c’è chi il posto fisso non lo lascia neanche raggiunta l’età pensionabile. E se lo fa, è perché ha comunque la sicurezza che ci sarà, sempre a tempo indeterminato, un altro posto ad aspettarlo.
Quello che però fa più pensare è che a dire questa frase è stato proprio Monti, il quale è stato appena nominato senatore a vita.
E voi, pensate che il posto fisso sia monotono come afferma il nostro Presidente del Consiglio?
Marika V. (5^C Pacle)
Valorizzare le donne conviene
http://www.fondfranceschi.it/cogito-ergo-sum/valorizzare-le-donne-conviene
Uno spunto di riflessione nel mese della festa della donna
Concorso “L’Europa va a scuola”
Il 14 marzo, allo spazio Oberdan, a Milano,una delegazione del Benini, formata da studenti delle classi III A Igea,I IIIA Erica e III B Mercurio, accompagnata dalle docenti designate dai Consigli di classe, assisterà alla presentazione del Concorso “L’Europa va a scuola”. Il Benini concorrerà con altre scuole della Regione Lombardia alla sfida sulla conoscenza delle istituzioni europee, sulle cause della crisi finanziaria, sul cambiamento climatico, in un gioco che si ispira al più noto “Chi vuol essere milionario”.









