mondobenini


3 febbraio 2012

Benini 2.0

Category: Vita scolastica – Musco – 18:03

Il nostro istituto da Maggio 2011 è online anche sul social network più diffuso al Mondo: Facebook. Oggi contiamo circa 220 fans!

Invitiamo tutti coloro che non sono iscritti a cliccare “Mi Piace” alla pagina, in modo da poter visualizzare sulla propria home le news, sfogliare gli album di foto e video, leggere la rassegna stampa ed altro.

Anche coloro che non sono iscritti a Facebook possono comunque accedere alla pagina per consultarla.

Inoltre sulla piattaforma Vimeo è presente un canale con alcuni video di feste, iniziative ed incontri che coinvolgono la nostra scuola.

Cresciamo insieme!

Soldi in svizzera e segreto bancario svizzero

Category: Generale – Zivoli Daniele – 12:54

http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/256275/fubini-giuliano-bignasca.html?$p=autoplay$i=1$n=1$ck=YXV0b3N3aXRjaCwxLDAsMTIsMjAwLDI4MTM2NyxpZW5lLGNsaXAs

Mafie in Lombardia

Category: Attualità,Educazione alla legalità – Musco – 08:57

Ieri sera a “Le Iene” è stato trasmesso questo servizio, che dovrebbe invitare a riflettere tutti.

In classe spesso affrontiamo il tema della mafia e soprattutto questa piega che sta prendendo negli ultimi tempi questo fenomeno: la crescente diffusione e radicazione di questo sistema anche nel Nord Italia e ancor di più nella nostra Lombardia.

Fatti su cui ci hanno invitato a riflettere, tra gli altri, anche Nando Dalla Chiesa e Armando Spataro.

2 febbraio 2012

Quotidiano in classe

Category: Generale – Luca Livelli – 20:19

L’altro giorno in classe ho trovato un articolo molto interessante. Parlava del libro “Mai nate” di A. Meldolesi che affronta il problema dell’uccisione di figlie femmine, appena nate o ancora prima di nascere. Questo accade in India e in Cina, dove è comunque arrivato il progresso economico ma, evidentemente, non lo sviluppo culturale e sociale. L’articolo dice che questi Paesi in futuro si troveranno con una maggioranza netta maschile, e alcuni uomini matematicamente rimarranno senza donna. Viene praticamente fatta una selezione perchè si crede che la donna valga meno dell’uomo; per fortuna in Italia c’è un’altra cultura e l’articolo 3 della Costituzione garantisce a tutti i cittadini gli stessi diritti. Secondo me commettono un errore molto grave a sterminare le figlie femmine, perchè la gioia e la fortuna di avere un figlio (o una figlia) va oltre il sesso e le capacità dell’individuo; credo anche che i figli debbano essere qualcosa di naturale e che la tecnologia e il progresso dell’uomo non devono essere usati per modificare e scegliere quali esseri umani possono nascere e quali no.

31 gennaio 2012

Esposizione sullo Sviluppo Sostenibile (3°B Mercurio)

Category: Generale – Andrea Scaccini – 20:20

Martedì scorso la Prof  Marsico ci ha detto che tutti dovevamo relazionare il nostro pensiero sullo Sviluppo Sostenibile in tre minuti noi eravamo un pò impauiriti ma non ci è pesato farlo perchè oggi mi sono stupito di me e di alcuni dei miei compagni. Questi interventi per me servono a far tirare fuori il meglio di noi e ha confrontarci cioè ognuno esprime il pensiero che vuole

(Andrea Scaccini

Riflessioni Film “Donnie Darko”

Category: Vita scolastica – Andrea Vicardi – 17:50

RIFLESSIONI FILM:

Il film mi ha colpito molto tanto da scaricarlo da internet appena tornato a casa da scuola.

La trama mi è piaciuta, soprattutto la parte del dialogo tra Donnie e Frank nel cinema, quando viene pronunciata questa citazione: “-Perché indossi quello costume da coniglio? -Perché indossi quello stupido costume da uomo?”. Questa frase mi continuava a tormentare nei giorni successivi alla visione del film e cercavo di analizzarla in tutti i modi.

Mi è piaciuta la scelta finale di Donnie di morire per dare la possibilità di vivere ancora alle persone che sono morte a causa delle sue azioni.

La parte che mi ha fatto più “male” è stata quando alla fine la sua ragazza dice di non averlo mai conosciuto, mentre prima che Donnie tornasse indietro nel tempo c’era tanto amore tra loro due.

RIFLESSIONI SCUOLA:

Dal film ho capito che in una buona scuola ci deve essere il diritto di parola dato che nella scena della linea della vita Donnie non l’ha avuto ed è stato zittito; e in una scuola devono esserci strumenti adeguati all’insegnamento, per esempio anche degli schermi per poter vedere i film riuscendo a sentirli e vederli in modo adeguato.

30 gennaio 2012

Incontro con Mario Portanova e Silvia Truzzi

Lo scorso giovedì 26 gennaio sono venuti a scuola due giornalisti de “Il Fatto Quotidiano”: Mario Portanova e Silvia Truzzi. Subito ha iniziato Mario, il quale ha introdotto il suo discorso riferendosi al modo in cui i giornalisti scrivono le notizie. Ha sottolineato che colui che scrive decide cosa mettere in evidenza rispetto a qualcos’altro, pur dicendo le stesse cose; una sorta di manipolazione dell’informazione, che è molto influente e di diverso impatto nel lettore in base a chi scrive. Così egli dice che non esiste l’informazione obiettiva!
Portanova ha fatto riferimento anche al sistema dell’informazione in Italia. Ha sottolineato che pochi operatori fanno il “grosso”: il fatturato pubblicitario è del 92% in TV ( RAI – MEDIASET – LA7 – SKY) mentre è del 73% per quanto riguarda i giornali (in mano a poche persone anche questi).

La parola è poi passata a Silvia Truzzi, la quale ha aperto il suo discorso parlando del giornale (per il quale lavora) “Il Fatto Quotidiano”. È nato nel 2009 (giornale relativamente giovane) anche se, in realtà, si sapeva che un altro giornale non serviva, visto che di giornali ce ne sono già troppi. Ci ha fatto notare che Il Fatto Quotidiano non riceve finanziamenti pubblici, a differenza di altri.
Ma il problema è che il senso di appartenenza alla comunità è stato perduto. È stato evidenziato che i tributi vanno pagatie che non sono un furto! Ci fu un periodo in cui diventò “famosa” una frase: mettere le mani nelle tasche degli italiani; ma questo lo fanno solo i ladri, dice Silvia.

Così la parola torna a Mario, il quale fa riferimento ad una celebre frase di Nanni Moretti: “Le parole sono importanti”.
Un altro problema che ci viene presentato è quello della sanità privata, la quale ha una forte dipendenza politica, in quanto i padroni hanno proprietà in giornali e riviste

Per quanto riguarda Internet i due giornalisti ci spiegano che con questo nuovo metodo di fare informazione si spende di meno (eliminati i costi della carta, dell’inchiostro, ecc.). Con il web, inoltre, l’informazione è libera ed è totalmente moltiplicata. Tuttavia Internet risolve alcuni problemi, ma ne crea anche molti altri.

Infine Portanova si è riferito al mestiere di giornalista. Sì, perchè lui afferma che è un mestiere vero e proprio, bisogna saperlo fare. Non è avere fortuna, ma bisogna avere delle fonti (persone che servono a reperire informazioni), avere una determinata capacità.
Il fare giornalismo quindi non fa per tutti. Si parla infatti di giornalismo fatto dai cittadini come una sorta di commenti agli articoli che vengono scritti dai giornalisti di professione.
È invece meglio, secondo Mario, il giornalismo partecipato, ovvero il lettore può segnalare quello che succede o addirittura pagare una quota per vedere sul giornale gli articoli che riguardano argomenti che più interessano, come già succede in USA.

 

Un incontro molto educativo, a mio parere. Persone veramente in gamba i due giornalisti. Questa è la scuola che mi piace, che insegna molto più di una lezione classica, frontale tra docente e studenti.

 

Mauri

27 gennaio 2012

Debito pubblico

Category: Attualità,Educazione finanziaria ed economica – Zivoli Daniele – 19:08

http://www.facebook.com/video/video.php?v=2008090017001

Cittadinanza

Category: Attualità – Zivoli Daniele – 18:28

Cittadinanza ai figli degli immigrati
Ecco perché l’Italia è indietro

Sono circa un milione i minorenni residenti in Italia, figli di genitori stranieri. Di questi circa 650 mila sono nati nelle strutture sanitarie del nostro Paese. Una legge (la n° 91 del 1992) ormai inadeguata. L’appello del Presidente della Repubblica e la Campagna “l’Italia sono anch’io” promossa da 19 associazioni

 

ROMA - “Mi auguro che in Parlamento si possa affrontare anche la questione della cittadinanza ai bambini nati in Italia da immigrati stranieri. Negarla è un’autentica follia, una assurdità”. Era mercoledì 26 novembre  e il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, pronunciava queste parole in una sala del Quirinale, davanti ad una delegazione della Federazione delle chiese evangeliche. E’ stato quello il momento di sintesi più alto di un dibattito ormai lungo, richiamato recentemente anche nelle prime dichiarazioni dall’attuale ministro per la Cooperazione e l’Integrazione, Andrea Riccardi.

ADERITE ALLA CAMPAGNA, MANDATE LE VOSTRE IMMAGINI

I numeri sui quali ragionare. I minori residenti in Italia, nati da genitori stranieri, sono circa un milione. Di questi, circa 650 mila hanno visto la luce nelle strutture del servizio sanitario nazionale. Il 1° gennaio del 2011 ne risultavano registrati  ufficialmente 77.104 e tutto lascia prevedere che i dati, alla fine dell’anno appena concluso, risulteranno aumentati con un incremento che, ormai da diverso tempo, si attesta attorno all’1,5 – 2%.

La cittadinanza solo per discendenza. La legge sulla cittadinanza – l’ultima in ordine di tempo – compirà vent’anni il prossimo 5 febbraio. E’ la numero 91 ed è basata sullo “ius sanguinis”, il diritto di sangue. Non prevede, infatti, lo “ius soli”, cioè il diritto che si acquisisce (come accade per chi nasce negli Usa) per il fatto stesso di fare il primo vagito sul suolo italiano, indipendentemente dalla cittadinanza dei genitori. Dunque, lo status giuridico dei bambini, figli di immigrati, cui capita di nascere in Italia è inestricabilmente legato alla condizione dei genitori: se i padri ottengono la cittadinanza (compiuti dieci anni di residenza legale) questa si trasmette automaticamente anche ai figli. Come un’eredità.

VIDEO DAVANTI A UNA SCUOLA DI ROMA

L’INTERVISTA A KARIMA MOUAL ”L’orgoglio e la voglia di restare”


Gli altri casi.
 Il “beneficio” della cittadinanza italiana spetta di diritto anche a chi nasce in Italia da genitori ignoti o apolidi; oppure il figlio di genitori ignoti trovato sul territorio italiano di cui non si trova nessun’altra cittadinanza; o ancora: lo straniero che risiede da tre anni o che è nato in Italia, del quali si riescono a rintracciare antenati diretti di nazionalità italiana; infine: il ragazzo già diciottenne adottato da cittadini italiani, ma che però risiede in Italia da almeno 5 anni.

Una legge anacronistica. Quando vide la luce, la legge 91 del 1992 era già vecchia. Per la semplice ragione che già allora il saldo migratorio era positivo in favore degli stranieri. Oggi appare addirittura anacronistica. Dunque, le parole del presidente Giorgio NapolItano, che parla di “follia” e “assurdità”, sembrano quanto mai appropriate. Del resto, è senza dubbio per questo motivo che sulla scia delle affermazioni del capo dello Stato si siano trovati numerosi Consigli comunali e provinciali italiani, nel sancire,  nell’ambito dei loro poteri, la volontà di dare cittadinanza ai figli degli immigrati nati sul territorio italiano.

REPUBBLICA TV L’INTERVISTA AL PRESIDENTE DELLA CAMERA GIANFRANCO FINI

La campagna. Promossa da 19 organizzazioni della società civile, con il sostegno di Carlo Feltrinelli. Il portavoce è Graziano Delrio, sindaco di Reggio Emilia e e presidente dell’Anci.  Ezequiel Iurcovich è il giovane portavoce  della Rete G2   -  Seconda Generazione. “Siamo vicini al traguardo delle 50 mila firme per chiedere la riforma della legge 91. Sono sostanzialmente due i punti attorno ai quali ruota la nostra proposta. Il primo è il riconoscimento cittadini italiani ai bambini nati da stranieri che hanno ottenuto da almeno un anno la cittadinanza del nostro Paese e, contestualmente, garantire lo stesso diritto a tutti i piccoli che, pur non essendo nati qui, abbiano compiuto il primo ciclo scolastico delle elementari”.

L’altro punto della proposta. ”Il secondo punto  -  ha aggiunto Iurcovich  -  riguarda il diritto al voto amministrativo per chiunque abbia ottenuto la residenza da almeno 5 anni, come avviene in Francia, Regno Unito e Germania e come è sancito da una convenzione europea del 1992, che hanno firmato tutti, ma che il governo italiano sottoscrisse solo parzialmente, rifiutandosi di accettare i capitoli riguardanti, appunto, la possibilità di voto amministrativo”.

La raccolta delle firme. La Campagna di raccolta delle firme continua in tutta Italia. A questo indirizzo, tutte le informazioni. Proprio oggi, a Roma, sarà in funzione un banchetto davanti al Caffè Letterario, in via Ostiense, cosi come in tanti altri luoghi sparsi in tutta la Penisola, riportati nel sito dell’Associazione.

Le proposte di legge in Italia. I tentativi di avvicinare l’Italia all’Europa, anche su questo fronte, furono diversi. Ignazio Marino, senatore del Pd presentò un disegno di legge firmato da 114 senatori, un terzo dell’aula del Senato. Lo firmò anche la capogruppo Anna Finocchiaro. Prevedeva l’attribuzione della cittadinanza ad ogni nato sul territorio italiano indipendentemente da quella dei genitori. Poi, anche i deputati Andrea Sarubbi (PD) e Fabio Granata (oggi di Futuro e Libertà, ma al momento della firma ancora col PdL) avanzarono una proposta di legge che avrebbe potuto riscuotere i consensi dei due schieramenti politici più numerosi. Tutto venne però fermato all’inizio del 2010 dalla Lega, ma anche dal timore che sarebbe costato troppo al PdL mettere sul tavolo i temi dell’immigrazione all’inizio della campagna elettorale per le regionali. La proposta di Granata e Sarrubi diceva, in sostanza, che la cittadinanza per nascita si sarebbe potuta ottenere essendo maggiorenni, trovandosi in Italia da almeno cinque anni, dopo aver superato un test di “integrazione civica e linguistica” e in seguito ad un giuramento solenne sulla Costituzione italiana. Si sarebbe potuto poi diventare italiani essendo nati da genitori, che si trovavano nel nostro Paese da almeno cinque anni, oppure che avendo concluso il primo ciclo di studi.

La voce dei vescovi. Anche dalla chiesa sono arrivati appelli al Parlamento italiano per una riforma della legge 91, che intercettasse i cambiamenti demografici del nostro Paese e promuovesse così il riconoscimento della cittadinanza per i figli degli immigrati nati in Italia. Un tema, questo, già oggetto della prolusione del cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale. Sebbene una nota della CEI, non aveva fatto mistero di “un dibattito” all’interno del “parlamento” della chiesa cattolica, che svelò di fatto l’inesistenza di unità di vendute sulla questione, nonostante fosse ormai da tempo diventata una battaglia affrontata da diverse organizzazioni cattoliche, come la Fondazione Migrantes e la Caritas, peraltro legate alla Conferenza episcopale.

Come funziona in Europa e negli USA.

In Germania. E’ sufficiente che uno dei due genitori viva legalmente sul territorio da almeno 8 anni per concedere al figlio il diritto alla cittadinanza, già al momento della nascita.

In Irlanda. Bastano tre anni di residenza nel paese da parte di uno dei due genitori.

In Belgio. Al bambino nato nel paese viene concessa la cittadinanza automaticamente quando compie 18 anni. Oppure entro i dodici mesi se i genitori sono residenti da dieci anni.

In Portogallo. Se i genitori hanno risieduto nel paese da almeno 10 anni è concessa la naturalizzazione alla nascita. Gli anni si accorciano a 6, se i genitori provengono da un Paese di lingua portoghese.

La Francia. Rappresenta un’eccezione. Infatti lo “ius soli” vige del 1515, anche se nel corso del tempo si è attenuato progressivamente. Al momento la legge prevede che i bambini di genitori immigrati diventano francesi a tutti gli effetti soltanto a 13 anni e a 16 anni può essere il ragazzo stesso a chiederla. Per i diciottenni nati e vissuti nella patria di Victor Hugo c’è addirittura l’obbligo di prendere la cittadinanza francese.

In Gran Bretagna. Acquista la nazionalità britannica chi nasce sul territorio britannico anche da un solo genitore che sia già cittadino britannico al momento della nascita. La nazionalità si può acquistare per “ius sanguinis”, cioè per discendenza, ma solo se almeno uno dei genitori è già cittadino britannico, a sua volta non per ius sanguinis.

In Olanda.
 Anche in Olanda la nascita sul territorio non garantisce la cittadinanza. Chi invece è nato dopo il 1985 da un padre o madre olandesi e sposati, o da madre olandese non sposata, acquista automaticamente la nazionalità olandese, anche se nasce fuori dal territorio.

In Spagna.
 La cittadinanza si acquisisce per nascita da padre o madre spagnola, oppure per nascita sul territorio anche da cittadini stranieri, di cui però almeno uno deve essere nato anch’esso in Spagna. Per naturalizzazione, dopo residenza legale per 10 anni, ma il tempo si riduce a due anni per i cittadini di paesi iberoamericani e altri paesi con legami particolari con la Spagna. Si riduce ad un anno in caso di nascita sul territorio nazionale o matrimonio con un cittadino spagnolo.

In Svizzera. Acquista la cittadinanza (che sia nato o meno in Svizzera) chi è figlio di padre o madre svizzeri, se sposati, o di sola madre svizzera, se i genitori non sono sposati. Lo “ius soli” non conferisce di per sé il diritto di cittadinanza.

Negli Stati Uniti. Chi nasce negli Stati Uniti è cittadino americano, a meno che non sia figlio di diplomatici stranieri residenti, indipendentemente dalla cittadinanza dei genitori. E’ anche cittadino americano chi nasce all’estero se entrambi i genitori sono americani e almeno uno è stato residente negli Usa. Basta anche un solo genitore americano se è vissuto almeno 5 anni negli Usa prima della nascita di cui almeno 2 dopo il 14° anno d’età. Si può diventare anche americani per naturalizzazione: dopo il 18mo anno di età, se si è in possesso di un permesso di soggiorno permanente negli Usa e si è vissuti negli Stati uniti per cinque anni meno 90 giorni dalla data della richiesta. Gli anni sono ridotti a tre meno 90 giorni se il permesso di soggiorno è stato acquisito per matromonio con un cittadino americano.

(27 gennaio 2012)
Fonte: Repubblica.it

Internauti attenti alla truffa in rete

Category: Attualità – Lucky – 14:22

http://www.aduc.it/comunicato/italia+programmi+net+consigli+aduc+consumatori_19198.php

http://www.bolognatoday.it/cronaca/ItaliaProgrammi.net-software-gratuiti-internet

Nei mesi scorsi molti utenti della rete sono finiti in una vera e propria trappola informatica.
Se siete tra quelli, cliccate su questi url e andate su google a cercare tutta la vicenda della sedicente programmi.net con sede, guarda caso, alla Seychelle(ma va?)
Mi piacerebbe poter organizzare una class action che metta fuori gioco questi impostori.
Se ricevete un sollecito di pagamento via mail non pagate e seguite le istruzioni sul sito di aduc per respingere il sollecito. Diffondete a tutti i vostri contatti. L’unione fa la forza!