Protestare contro un decreto legge è sempre stato un diritto costituzionale.
Oggi si invoca l’intervento delle forze dell’ordine per fermarlo.
Do you remember g-8?
Che cosa ne pensate?
Protestare contro un decreto legge è sempre stato un diritto costituzionale.
Oggi si invoca l’intervento delle forze dell’ordine per fermarlo.
Do you remember g-8?
Che cosa ne pensate?
Riguardo alle morti sul lavoro, secondo me ci vorrebbero più controlli cioè una maggior sorveglianza e un maggior uso degli ispettori, per far si…ke questi incidenti nn accadano. Innanzi tutto bisognerebbe combattere il lavoro nero, dove le persone vengono sfruttate e sottopagate, fatte lavorare molte ore al giorno per pochi soldi e senza nessun dispositivo di protezione. A questo punto, non si può dire che in Italia un fondamentale diritto della persona(diritto alla vita e alla sicurezza)di ciascuno nel normale svolgimento della proprià attività sia garantito. Tutti questi incidenti speriamo possano garantire più controlli e sicurezza sul lavoro.
Perché un uomo deve pagare con la propria vita per poter lavorare?
E perché nessuno si ribella per questo?
Una persona è costantemente in pericolo a causa della mancanza di protezioni al lavoro; nessuno dice niente, allora dobbiamo pensare che vada bene così?
Assolutamente no, perchè molti articoli della nostra Costituzione parlano del lavoro e della tutela dei diritti.
Non tacete:dobbiamo avere il coraggio di ribellarci, perché è la nostra vita, sono i nostri diritti
Queste sono considerazioni di una studentessa della III C pacle, dopo la lettura di un articolo de La Stampa di Torino di domenica scorsa, 12 ottobre, giornata dedicata a ricordare i morti per incidenti sul lavoro.
L’articolo si intitola “Ma non sentite queste urla?”
Una bella canzone di Gaber inizia così: “C’è solo la strada su cui puoi contare, la strada è l’unica salvezza…..Bisogna ritornare nella strada, nella strada per conoscere chi siamo…”
Ieri sera le parole di Gaber riecheggiavano nella mia testa ed ero molto felice perché vedevo, nella sala stracolma in cui si è svolta l’assemblea pubblica sul futuro della scuola italiana, tante persone, mamme, papà, ragazzi e ragazze, docenti , che erano usciti di casa, lasciando la routine delle serate davanti al televisore, per parlare e confrontarsi con altre persone. Eravamo circa 150 ieri sera, al Benini, e questo mi fa tanto piacere.
Grazie a tutti quelli che sono intervenuti, che hanno dedicato il loro tempo all’organizzazione di questa serata, a tutti quelli che sono ritornati nella strada, per capirsi e capire.
Giovedì 9 ottobre, alle ore 20.45, genitori, docenti, rsu e operatori della scuola si ritroveranno al Benini per discutere insieme del futuro degli studenti, alla luce deli provvedimenti presi dal Ministro dell’Istruzione.
Speriamo nella partecipazione di genitori e studenti, perché è importante capire insieme quello che sta succedendo.