mondobenini


18 luglio 2009

Un saluto ai pensionandi

Categoria: Generale – Berni – 19:10

P1010572_JPGGuardando questi volti sorridenti c’è da essere contenti nel vedere andare via questi nostri colleghi ( contenti per loro!). a noi rimarranno i loro ricordi , la loro umanità e la loro professionalità. Ognuno di noi ha percorso un pezzo di strada con loro , come collega di corso , come collega di materia o semplicemente come collega. Ma dopo tanto tempo trascorso insieme nella stessa struttura nelle stesse classi , nelle riunioni e negli incontri , il rapporto che si è creato va oltre la semplice collaborazione , diventa rapporto di amicizia e stima. Quante volte ho chiesto un consiglio su come compilare un modulo alla Marinella o alla Pia , quante volte ho discusso con la Delcorno su come impostare le strategie per far funzionare meglio una classe, quante volte mi sono confrontato con la Galasso sul rendimento di uno studente o sui rapporti da tenere con la famiglia; e quante volte ho discusso con Borello sulle regole generali per far funzionare meglio la scuola; quante volte in sala prof. ho scambiato pareri con la Iori e la Persico . Grazie a loro , tutti loro , ho potuto fare pezzo della mia strada al Benini ed è per questo che oggi sono qui a ringraziarli.

6 luglio 2009

Lettera all’Italia

Categoria: Generale – Berni – 15:34

Dopo l’approvazione della legge sull’immigrazione clandestina da parte del Parlamento credo sia utile riflettere sulle conseguenze che questa legge porterà per molti cittadini extracomunitari. Riporto una lettera pubblicata sul sito OKNO che mi sembra interessante per favorire una seria riflessione sull’argomento

 

Cara Italia,

ti scrivo perché ho bisogno di raccontarti come mi sento.

Tu sai che mi sento italiana anche se non lo sono, sono arrivata qui da te a sette anni, all’inizio è stata dura, gli stranieri nell’86 a Solofra erano pochi e così mi sono dovuta  subire le frasi razziste dei compagni di scuola, ma un po’ alla volta hanno accettato me e tutta la mia famiglia. Alle scuole medie ho incontrato una Prof. di storia che odiavo, ma che mi ha trasmesso l’amore per la città e la nazione in cui vivo, così ho trascorso gran parte dei miei anni a battermi per migliorare le cose in questa società.

Però oggi mi sento triste, Italia, mai come oggi mi sento straniera e per di più indesiderata. Tra i miei amici ben pochi capiscono cosa significhi dover andare in questura per chiedere il permesso di restare in questa terra, loro non corrono il rischio di vedersi sbattere oltre frontiera perché questa è casa loro…ed io Italia? Qual’è casa mia? Non lo so più. L’Argentina l’ho lasciata piccola e in pratica non la conosco, io conosco solo te Italia, è qua che ho studiato, vissuto, amato e pianto; eppure tra qualche mese forse dovrò fare un test per vedere se ti conosco abbastanza. Italia diglielo tu ai poliziotti, Maroni e Berlusconi quanto ti conosco. Gli puoi dire tu, Italia, quanto io ti ami e quanto mi faccia male sentirmi disprezzata da questo nuovo decreto sulla sicurezza? (continua…)

2 luglio 2009

L’ Harem di berlusconi

Categoria: Generale – Danilo Zucchelli – 20:51

La nuova società della conversazione - Intervista al filosofo Gilles Lipovetsky, di Fabio Gambaro (La Repubblica, 19/5/2009)

«La depoliticizzazione della società, la forza dei media e un individualismo sempre più accentuato favoriscono la trasformazione della vita politica in materia da rotocalco». Lo sottolinea il filosofo francese Gilles Lipovetsky, il quale, commentando i casi di Sarkozy e Berlusconi, ricorda che tale evoluzione è in atto da tempo. «All’origine di tutto ciò», spiega l’autore dell’ Era del vuoto, Una felicità paradossale e Il tempo del lusso, «c’è innanzitutto la fine delle grandi utopie della modernità, che in passato hanno garantito la centralità della politica percepita come portatrice di grande speranze. Oggi non è più così. Non ci sono più utopie e i progetti politici non fanno più sognare. Anche la mondializzazione contribuisce a tale disincanto, perché, di fronte alle sue conseguenze, la politica sembra impotente. I cittadini hanno l’impressione che il vero potere sia altrove, si sentono espropriati della possibilità di scegliere. Inoltre, non bisogna dimenticare l’attenuarsi della differenza tra destra e sinistra che spinge molti politici a disinteressarsi della politica. Tutto ciò contribuisce alla depoliticizzazione della società e indebolisce lo statuto degli uomini politici, nei confronti dei quali prevale la sfiducia e il sospetto». (continua…)