mondobenini


20 dicembre 2009

Il valore dello sport

Categoria: Generale – seba – 00:03

Ricevo questa mail dall’Allenatore del Milan Camp Junior, Giuseppe Aiosa, che ha tenuto l’incontro il 15 dicembre scorso con le classi prime e seconde degli indirizzi Igea (sezioni A e B) ed Erica (sez.B), in merito al “volore formativo ed educativo dello sport” (progetto “Storia e Costituzione”).

“Ciao Celeste. Ti volevo ringraziare dell’opportunità che mi hai dato per parlare del valore educativo e formativo  dello sport nella scuola dove insegni. Non siamo in tanti a parlare di questi valori. L’avevo già fatto nella scuola media ed erano rimasti contenti, ma con voi, avendo fatto vedere anche il video, mi è sembrato più bello e interessante, anche perché c’erano più alunni e diversi tuoi colleghi.

Se avete la possibilità di scrivermi qualche sensazione, qualche commento dei ragazzi e dei professori/esse, te ne sarei grato e soprattutto suggerimenti e/o consigli per migliorare.

Ringrazia tutti anche per il pranzo, soprattutto la Preside.

Mandami, se puoi, la foto ricordo. Anche per noi allenatori vale la pena sempre di essere richiamati a capire cosa significa una “attenzione educativa”  nel lavoro di allenatore. 

Grazie ancora per il vostro invito. Giuseppe Aiosa”

Anche per noi decisamente un incontro interessante, tematica assolutamente nuova per la scuola e per la “storia”… Un bel modo di vivere una passione avvincente come lo sport e coniugarla con la crescita della persona!

19 dicembre 2009

Auguri dalle rsu del Benini

Categoria: Generale – Lucky – 21:40

Non sono tempi bellissimi. Sono tempi di forti contrapposizioni, fondati sulla logica odio/amore, amico/nemico; il linguaggio dei media, dei politici, ma anche quello della società non è mai stato tanto gridato e pieno di risentimento.
L’augurio che vogliamo fare a tutti noi è che la scuola torni ad essere promotrice di speranza, di buoni paradigmi e buone pratiche, di buona educazione.
Che il 2010 ci consegni una scuola che si muova, “in direzione ostinata e contraria” in un clima di civile conversazione, così come ci ha sempre insegnato il nostro amico Alberto.

14 dicembre 2009

Pensieri…

Categoria: Generale – Musco – 15:40

E’ una dura realtà, purtroppo.
7000 vittime ogni anno sono tante ma finchè non si attribuisce loro un nome, un’identità, restano solo numeri.
E’ difficile pensare e credere che sia successo proprio a noi, ad un nostro parente o al più caro amico. E’ vero si piange, si chiede giustizia, ci si conforta convincendoci che andare avanti è indispensabile.
Il più delle volte, però, non si ricostruisce la fattispecie concreta, analizzando se il nostro amico, il nostro compagno di una vita, avesse indossato la cintura di sicurzza, quale fosse la velocità dell’auto,…
Ci si dispera poichè non potremo più ridere con il nostro “socio”, non potremo più piangere, commentare la partita di calcio, litigare per poi fare pace.
Questo deve farci ragionare e capire quanto guidare possa essere pericoloso.
L’auto, infatti, può essere un’arma micidiale ma non per questo dobbiamo distaccarcene, tutt’altro.
Bisogna formarci bene per evitare i pericoli che potrebbero essere causati da noi, ma anche quelli altrui.
Non serve piangere, anche se talvolta è inevitabile per l’affetto e l’amore che provavamo per quella persona.
Serve, soprattutto, prevenire.
Valentino Muscolino

9 dicembre 2009

Lettera di Natale

Categoria: Generale – Berni – 13:29

Il Dirigente scolastico , prof.sa Abriani , segnala questa lettera come spunto di riflessione per il prossimo Natale

Da “Avvenire” del 6 dicembre 2009
Storia di Denisa
Brucia la morte dell’ultima figlia di ultimi
La storia di Denisa è corta, da raccontare: la sua vita è durata una settimana soltanto. Dunque, una notte di fine novembre una giovane romena si presenta all’ospedale di Canicattì, in Sicilia. Ha le doglie, ma la porta del reparto di ostetricia è chiusa, e nessuno risponde. Il marito, bracciante agricolo, dirà d’avere suonato per mezz’ora: invano. Intanto, seduta su una sedia, la donna partorisce. Il sangue sulle piastrelle del corridoio, nessuno che dia una mano, nel silenzio della notte. La bambina è già nata quando arriva un’ostetrica a tagliare il cordone ombelicale.

Tutto, però, sembra andato bene. Tutto bene anche alla visita di controllo. Ma il giorno dopo Denisa ritorna. L’addome è gonfio, la febbre sale. È grave: tanto da trasferirla ad Agrigento, e poi a Palermo – un’ambulanza che corre attraverso la Sicilia, la sirena che urla chiedendo, per carità, la strada. Una setticemia, dicono i medici a Palermo, partita dalla cicatrice del cordone ombelicale. E niente più da fare. Denisa lotta per un giorno, poi muore.
(continua…)