28 marzo 2010
A proposito di lotta alle mafie, dopo l’incontro con il testimone di giustizia , la Preside propone uno scritto di Roberto Saviano apparso su ‘Repubblica:
Scrivere pericolosamente
Repubblica — 25 marzo 2010 pagina 35 sezione: R2
Spesso mi si chiede come sia possibile che delle parole possano mettere in crisi organizzazioni criminali potenti, capaci di contare su centinaia di uomini armati e su capitali forti. E come è possibile – questa domanda mi viene ripetuta spessissimo, soprattutto all’estero – che uno scrittore possa mettere in crisi organizzazioni capaci di fatturare miliardi di euro l’anno e di dominare territori vastissimi? È complicato dare una sola risposta e, in verità, l’unica risposta che mi viene in mente, la più plausibile è che sia proprio la diffusione della parola a mettere paura. Non è lo scrittore, l’autore, non è neanche il libro in sé, né la parola da sola, che riesce ad accendere riflettori e per questo a mettere paura. Quello che realmente spaventa è che si possa venire a conoscenza di determinati eventi e, soprattutto, che si possano finalmente intravedere i meccanismi che li hanno provocati. Quel che spaventa è che qualcuno possa d’improvviso avere la possibilità di capire come vanno le cose. Avere gli strumenti che svelino quel che sta dietro. E soprattutto avere la possibilità di percepire determinate storie come le proprie storie. Non più come storie lontane, non più come vicende geograficamente distanti, ma come facenti parte della propria vita. Allora ciò che più temono le organizzazioni criminali non è soltanto la luce continua che gli viene posta addosso, ma soprattutto che migliaia, forse milioni di persone in Italia e nel mondo, possano sentire le loro vicende e il loro destino come qualcosa che riguarda tutti. Qualcuno può credere che questa sia una visione troppo mediatica e quindi distante dalla realtà. Ma non è così. Molti episodi dimostrano che l’attenzione, anche degli intellettuali e degli artisti, data alle organizzazioni criminali e a quello che accade intorno a loro ha realmente cambiato le cose e il destino di molte persone. (continua…)
27 marzo 2010
Il 26 marzo 2010 in Palestra,per il progetto Storia e Costituzione, si è svolto un incontro-dimostrazione sportiva di Roberto Aspico, istruttore militare e federale FIJLKAM, IV dan di judo, Istruttore militare e federale di difesa personale.
Qui di seguito il documento scritto da Roberto Aspico per gli studenti :
IL JUDO
Cenni storici.
Il M° JIGORO KANO è il fondatore del judo .Nasce il 18 ottobre 1863 a Mikage.Giunto a Tokio per continuare i suoi studi, era delicato di salute e molto esile (pesava circa 48 kg ed era alto un metro e cinquanta), pratica diversi sport per rinforzarsi fisicamente tra cui il ju-jitsu. Infatti è proprio da questa arte marziale che prende spunto per creare delle nuove tecniche che, dopo ulteriori studi, vennero codificate e ufficialmente nacque il judo.Ben presto questa nuova arte marziale prese il sopravvento sulle altre esistenti e iniziò ad espandersi sempre più, varcando i confini nazionali. Jigoro Kano inviò i suoi migliori allievi all’estero,permettendo al judo di guadagnare larghi riconoscimenti in tutto il mondo.
All’età di 79 anni il professore Jigoro kano si spegneva su una nave che lo stava riportando in patria. (continua…)
26 marzo 2010

L’Italia, così come lo scorso anno, parteciperà all’Earth Hour.
Dalle 20.30 alle 21.30 di Sabato 27 Marzo l’Italia spegnerà le luci.
In questa ora anche a molti monumenti artistici (Fontana di Trevi di Roma, Mole Antonelliana di Torino, Torre di Pisa, Valle dei Templi ad Agrigento,…) saranno spente le illuminazioni.
Anche noi nel nostro piccolo possiamo dare una mano!
Facciamolo.
Qui il link del sito ufficiale.
Un istituto di Pordenone ha organizzato le vacanze-studio degli allievi sulla base del loro reddito: la fascia alta a Londra in un buon albergo, la fascia bassa a Monaco in una pensione abitata dai pidocchi. Faremo causa all’agenzia di viaggi, ha detto il preside, come se il problema fossero i pidocchi. Il problema è aver avuto l’idea di separare i ricchi dai poveri, riproducendo persino in una gita scolastica, emblema della comunità conviviale, quelle differenze sociali che all’interno della scuola semplicemente non devono esistere.
Ma cosa ci sta succedendo? In poco più di una generazione siamo passati dall’egualitarismo diseducativo del «sei politico» al calpestamento di ogni sensibilità e del significato stesso di scuola pubblica. Leggevo con gli occhi sbarrati le spiegazioni del sindaco e dell’assessore, entrambe donne ed entrambe giovani, di quel Comune vicentino che l’altro ieri non ha servito il pranzo a nove bimbi dell’asilo nido perché i genitori non pagano la retta. Mica possiamo darla vinta ai furbi, spiegavano le due amministratrici. Giustissimo, e allora denunciateli. Ma senza smettere di garantire ai figli dei furbi l’identico trattamento riservato ai loro compagni. Sono bambini, non divani pignorabili. Mi spaventa il pensiero di come cresceranno i discriminati di Vicenza e di Pordenone. Ma mi spaventa ancora di più come cresceranno i privilegiati: privi dei vincoli minimi di solidarietà umana, per insegnare i quali la scuola pubblica era nata.
+ Ricchi e poveri, stessa classe ma gite separate SILVIA ZANARDI
Questo “Buongiorno” di Massimo Gramellini pubblicato ieri su La Stampa mi ha lasciata senza parole.
Qualcuno vuole confrontarsi sul blog?
25 marzo 2010
In molti abbiamo lavorato per contribuire alla buona riuscita della manifestazione contro la mafia tenutasi a Milano sabato 20 Marzo.
Segnalo il link del sito accessibile dell’Istituto Benini.
Nella photo-gallery l’impegno che noi ragazzi di 3^B Mercurio abbiamo messo per preparare i due striscioni esposti durante il corteo sabato scorso e oggi in palestra durante la conferenza con il signor Mario Caniglia, testimone di giustizia.
Musco
http://www.istitutobenini.eu/drupal69/node/182/image_gallery
24 marzo 2010
Giovedì 25 per la giornata di sensibilizzazione del BIENNIO (ottenuta e organizzata all’ultimo) io e Temi abbiamo deciso la proiezione di 2 film diversi (come è stato scritto nella circolare): “Carlito’s Way” scelto da me per il primo gruppo e “La Siciliana ribelle” consigliato dalla professoressa Marsico e ben accettato da noi per il secondo gruppo.
Così oggi sono andato alla biblioteca di San Giuliano per cercare i film e nel catalogo ho trovato solo Carlito’s Way in VHS, che si è rivelato poi un pacco visto che c’era solo sulla carta.
Ho chiesto per La siciliana ribelle e guardando su internet il commesso della biblioteca mi ha detto che non lo hanno neanche le altre biblioteche in zona.
Quindi come ultima speranza mi è rimasto il BlockBuster di San Giuliano dove ho trovato subito Carlito’s Way ma nella L purtroppo non La siciliana ribelle.
Così per non accettare la soluzione di proporre un solo titolo mi sono ricordato un altro film vivamente consigliato sempre dalla prof Marsico, e per fortuna nella F ho trovato Fortapasc.
Così al primo gruppo rimane Carlito’s Way mentre il secondo gruppo, se non ci sono problemi, dovrebbe vedere FORTAPASC al posto de “La siciliana ribelle”.
Colgo l’occasione per ringraziare la Prof. Marsico, Oldoni, il prof. Prada, Bertazzini e la Preside per le opinioni e i consigli dati per la scelta dei film.
12 marzo 2010
Ciao Elisa,
ma tu chi sei? no,non dirmelo. Franz, il nonprof, il nonstudente, il nonpersonaleATA, il nonnulla, ti saluta. E saluta Musco, Admin, Imagine, Monica, Hope, Mauri, Arianna, Seba, tutta la IIIB Mercurio (amo tantissimo gli investigatori, soprattutto Dylan Dog e Julia), Dreamer, e anche Newgirl (anche se non ho ben capito con cosa sei d’accordo) e tutti gli altri,
scusate se metto qui in prima pagina, quella che era la “coda” di un dialogo, ma mi sembrava, dopo l’intervento di Elisa, che la coda stesse assumendo una grande importanza, oltreché una certa una attualità.
Ciclicamente si ripropone questa parola, “SCIOPERO”. E ciclicamente mi pone di fronte a due strade, che sono diventate due scelte di condotta morale: se fai sciopero, perdi tempo e se non lo fai non perdi tempo. Anzi, o sei “uno che ha tempo da perdere” o uno che non ha tempo da perdere.
(continua…)
11 marzo 2010

Segnalo un’ interessante esposizione chiamata ‘Fa’ la cosa giusta’ che ha lo scopo di pubblicizzare tutte le buone pratiche e come attuarle in merito alla corretta alimentazione , al risparmio energetico , alla tutela ambientale , all’economia solidale …..
Si svolge nei padiglioni della Fiera di Milano ( Fiera Milanocity) nei giorni di venerdì , sabato e domenica dal 12 al 14 marzo p.v.
Ecco il link al sito

7 marzo 2010
Normalmente chi studia viene considerato un secchione, uno “sfigato”, ma per lo meno ha degli obbiettivi da raggiungere, dei principi da perseguire. Per la maggior parte di noi ragazzi, le cose più importanti sono “apparire” e rendersi “importanti” agli occhi degli altri.
Anche il “disinteresse” ,che molti genitori mostrano nei confronti dei figli,, non preoccupandosi dell’andamento scolastico e delle ambizioni che questi possono avere per il loro futuro, scoraggia e causa un allontanamento rispetto a quelli che possono essere gli obblighi che , tra i 14 e i 20 anni circa, occupano la nostra vita.
Inoltre la società di oggi non contribuisce a dare stimoli per quel che riguarda il futuro che, con le continue leggi e normative che cambiano ogni giorno, vediamo sempre più lontano e difficile da affrontare; a volte, anche gli insegnanti che, trovandosi di fronte a un muro costruito dai ragazzi stessi che si ritrovano senza voglia di crescere e di affrontare il “mondo”, non riescono a trasmettere loro quelli che sono i valori della “buona scuola”.
Purtroppo questi sono problemi che si trascinano da anni, non trovando una soluzione; per questo la percentuale di ragazzi che vedono la scuola semplicemente come un obbligo e non come un “trampolino” ha continuato ad aumentare.
Commento all’articolo tratto dal “Corriere Della Sera” del giorno 03/03/2010 di Elia Bottiglione.
6 marzo 2010
A migliaia scendono in piazza contro la riforma che prevede l’aumento delle tasse.
Nella legge anche la riduzione delle classi e dei docenti nelle superiori.
SAN FRANCISCO – Migliaia di studenti universitari e delle scuole superiori sono scesi in piazza ieri in diverse città della California contro i tagli previsti all’istruzione nello stato che, ormai da quasi due anni, è sull’orlo della bancarotta. Le manifestazioni, alle quali hanno partecipato anche moltissimi genitori, sono state in maggioranza pacifiche ma a Oakland 150 persone sono state arrestate dopo aver bloccato, pacificamente, un’autostrada della cittadina della Baia di San Francisco dove si trova l’università di Berkeley.
(da La repubblica del 5 marzo 2010)
Uno studente è rimasto gravemente ferito saltando dal cavalcavia che stava bloccando insieme sulla Interstate 880 quando sono intervenuti i poliziotti per sgombrare l’autostrada nell’ora di punta. Con i conti dello stato in rosso da quando è iniziata la crisi finanziaria, il governatore Arnold Schwarzenegger ha dichiarato di non avere altra scelta che tagli miliardari a tutta l’istruzione, dalla primaria fino a quella universitaria per cercare di ridurre il deficit.
La protesta degli universitari è arrivata fino a New York dove sono stati molti gli studenti che hanno aderito al “Day of Action for public education”, per protestare contro l’aumento delle tasse scolastiche e la riduzione del personale docente e degli insegnamenti offerti. “Ora paghiamo di più per avere un’istruzione peggiore, è per questo che sono qui a protestare” ha detto una studentessa di arte della Cal State Long Beach university, una delle università di Los Angeles. Come è successo 40 anni fa, la protesta rischia di estendersi a tutti i campus degli Stati Uniti. (05 marzo 2010)