mondobenini


7 luglio 2010

Un paese senza politica di Ernesto Galli Della Loggia

Categoria: Generale – franz – 12:36

Ciao Seba,
ecco un articolo di Ernesto galli Della Loggia dal Corriere della Sera di oggi: è un pessimista? è un comunista? è di sinistra? è un nichilista? è un disfattista?
Sicuramente per ripartire, ci serve analizzare la situazione presente, chiamare le cose con il loro nome.
I tagli sono “tagli”.
Le persone che perdono il posto di lavoro sono “le persone che perdono il posto di lavoro”.
Il senso di insicurezza generale è “il senso di insicurezza generale”.
Questo non significa non voler progettare un mondo migliore, né significa abbandonare le speranze.
Ma prendere atto dello stato delle cose, senza abbassare mai la guardia, può ricordare a noi tutti che la democrazia, la giustizia e il benessere non sono scontati, che possono essere messi in discussione o addirittura in pericolo.
Possiamo solo ripartire da noi, dal nostro senso della democrazia e dal nostro senso della giustizia e anche dai confini del “benessere”, che non è tale se è un prezzo per “l’altra parte del mondo”. L’altra parte del mondo potremmo diventare (siamo?) noi.

“Un paese senza politica”, Corriere della Sera 7 luglio 2010
Quale sia davvero lo spirito del Paese dubito che possano dircelo i sondaggi. Meglio ascoltare se stessi e dare retta a quello che si avverte dentro e specialmente intorno a noi. C’è una sensazione che domina su tutte le altre, se non sbaglio: la sensazione che sono finiti i tempi felici. Fino a qualche tempo fa il Paese, pur con tutte le sue contraddizioni, appariva comunque orientato ad una visione positiva del proprio futuro. Aveva dei punti di riferimento sicuri. A cominciare da quelli fuori dei propri confini.

L’Occidente di cui facevamo parte era il luogo della libertà e della ricchezza, e ogni anno avevamo un po’ di più tanto dell’una che dell’altra. In entrambi i casi stando al riparo di una sicurezza collaudata e senza costi. Oggi ci sembra di scorgere quotidianamente i sintomi che non è più così. L’Occidente, l’Europa stessa, stanno pian piano svanendo. E con loro svanisce la sensazione di forza, quasi d’invincibilità, che per tanto tempo essi hanno incarnato. Compaiono al loro posto nuovi giganti mondiali che però avvertiamo lontanissimi da noi. Indifferenti ai modi nostri e alle nostre esigenze. E di nuovo, dopo decenni che non accadeva, soldati italiani muoiono combattendo in remote contrade, di nuovo senza molte speranze di vittoria.

In casa nostra i giorni e la vita dei tempi felici volevano dire una rete antica e tutto sommato affidabile di istituzioni che ne erano i punti fermi: la scuola, una banca, un ufficio postale, il municipio, il sindacato. Tutte cose che esistono ancora, naturalmente, ma senza più il senso, la certezza e l’autorevolezza di una volta. Non sappiamo bene perché, ma sentiamo che è così. La Chiesa e la famiglia stesse—questi due pilastri all’apparenza indistruttibili della soggettività e insieme delle collettività italiane — sono alle prese con forze corrosive che ne stanno alterando il profilo sociale e attutendone la voce. Insieme è finita — drammaticamente finita per sempre, ci dicono—la speranza di un lavoro ragionevolmente sicuro nel tempo.

Una fase decisiva di come l’Italia è diventata moderna, l’industrializzazione, sembra ormai giunta ad un compimento: interi settori produttivi sono scomparsi nell’ultimo ventennio mentre non si contano gli impianti, le fabbriche del Paese passati in mani straniere nel disinteresse generale. Ai fini del Pil forse non conta, ma a quelli dell’immaginario e del sentimento sì. È come se stesse cambiando sotto i nostri occhi la moralità di fondo del Paese e al medesimo tempo il valore del nostro stare insieme. Il moltiplicarsi senza freno dei casi di corruzione pubblica, di malversazione, di sperperi, non fa altro che rafforzare questo senso di un cambiamento che sa piuttosto di disgregazione. E per parlare di cose che sono simbolo di molte altre: da quanto tempo un libro, un film, un’architettura, una rappresentazione, insomma una cosa nuova pensata o fatta in Italia, non fa parlare di sé il mondo? Siamo dunque un Paese in declino? Meglio non dirlo. E forse non è neppure vero se si guarda a certi dati pure fondamentali. Ma senza dubbio siamo un Paese che sente di essere nel mezzo di un passaggio assai difficile della sua storia. E sente di affrontare questo passaggio senza guida, abbandonato agli eventi, al giorno per giorno. Nessuno è in grado di dirgli qualcosa circa il futuro che lo aspetta, che ci aspetta. Nessuno vuole o sa parlare alla sua mente e al suo cuore. Nessuno è capace di indicargli una via e una speranza. Ma che cos’è questo se non il compito della politica? Ecco allora il vero cuore duro della nostra crisi.

Ciò di cui l’Italia è oggi drammaticamente e specialmente priva è la politica. Non riusciamo a farci una ragione del presente e a vedere come affrontare il futuro perché ci manca la politica. La quale nella sua accezione più vera non significa altro che un progetto per la «città», un’idea del suo destino. Il discorso cade irrimediabilmente su chi soprattutto ha rappresentato la politica in tutti questi anni: su Berlusconi. Sarebbe sbagliato prima che ingiusto dire che egli non ha fatto, non ha realizzato nulla. Ma ciò che pure ha fatto, i cambiamenti tutto sommato positivi che egli ha contribuito a introdurre, i tentativi riformatori che pure ha cercato di mettere in opera, hanno mancato tutti su un punto decisivo. Berlusconi non è mai riuscito a iscriverli in un discorso generale rivolto a tutto il Paese, un discorso che fosse capace di parlare al suo animo, di comunicargli quel senso della sfida e quell’esigenza di mobilitazione che i tempi difficili richiedevano e richiedono. Se aveva un’idea d’Italia, di certo non si è mai curato di trasmetterla con qualche efficacia agli italiani. Egli è rimasto fino in fondo l’uomo di una parte, convinto forse che in ciò, alla fin fine, consistesse il suo vero ascendente sul proprio elettorato.

E così, più che espressione della politica in senso alto o dell’«antipolitica», come hanno sempre detto i suoi detrattori, alla fine egli si è ridotto ad essere (o ad apparire, il che è lo stesso) null’altro che l’uomo della non-politica. In numerosa compagnia, ahimè. La sua ormai lunga egemonia sul sistema politico, infatti, ha corrisposto alla — e si spiega con la —crisi perdurante e l’afasia politica di tutti i suoi oppositori. I quali mostrano di sapere solo parlare ossessivamente di lui e contro di lui, ma al di là di qualche banale genericità a base di «bisogna questo » e «bisogna quest’altro» — e naturalmente senza mai spiegare come o a spese di chi — non sanno andare. Sicché ormai il Paese ascolta anche l’opposizione nella più totale indifferenza, con un’alzata di spalle. Neppure da lei gli viene il racconto di qualche verità sgradevole, l’indicazione di una via difficile, una proposta nuova e ardita. Eppure nell’intimo della sua coscienza l’Italia avverte che questo solo sarebbe il modo per sperare di fare i conti con il mondo nuovo e aspro in cui essa è ormai entrata. Per farlo essa sarebbe anche disposta ad accettare medicine amare, se solo qualcuno gliene spiegasse però il senso e la necessità: se qualcuno le sapesse parlare di politica. Invece, come i malati avviati a una sorte rassegnata e infelice, essa si vede prescrivere solo degli zuccherosi placebo a base di nulla.

Ernesto Galli della Loggia
07 luglio 2010

7 commenti »

  1. Per puro caso (ma tu sai che io non credo nel caso) ho aperto questo blog e sono pure quasi in partenza…prima ancora di quel che ti direi, perché scrivi a me, Franz? Non è retorica la domanda. Prima della mia risposta, viene il tuo perché. Un caro affettuoso saluto, Celeste

    Commento di seba — 8 luglio 2010 @ 02:16

  2. E’ vero, sono molto rari i Prìncipi, i “sognatori” lungimiranti che investono il loro tempo e le loro energie per lasciare ai posteri un MONDO MIGLIORE cercando di fare, ognuno in base al proprio ruolo, il proprio meglio in un’ottica, appunto, lungimirante. Sono rari ma comunque ce ne sono ancora. Spero ce ne siano tanti anche fra voi che leggete questo Blog!
    Ve ne segnalo alcuni:
    - il sindaco del comune di Varese ligure che negli anni ‘90 ha investito con determinazione nell’ecologia e nell’autosufficienza energetica in tempi in cui questi temi erano ancora molto lontani dal pensiero comune e che ha trasformato il suo paese in una realtà di sostenibilità ecologica che ora viene presa a modello un po’ da tutto il mondo …
    - il sindaco del piccolo comune calabrese di Riace che ha visto nell’accoglienza e nell’integrazione degli immigrati extracomunitari non un problema da evitare (pensiamo al dramma dei 250 eritrei allontanati in questi giorni dall’Italia e ora imprigionati nel carcere di Braq in Libia…) ma una grande opportunità per trasformare un borgo ormai desertificato dall’emigrazione in un paese che oggi è modello di accoglienza …
    - appassionante per me il sogno dell’ex monarca del piccolo Stato del Bhutan che, mosso dal fine di fare felice il suo popolo, ha deciso di dare avvio ad una monarchia costituzionale democratica nella quale tutte le decisioni di politica economica non sono prese sulla base delle ricadute sul PIL ma sul FIL ossia sulla Felicità Interna Lorda del suo popolo…

    Certo essere Principe non è cosa semplice, anzi è un compito, una vocazione, gravosa e difficile perché OGNI sogno, OGNI disegno, OGNI innovazione che ha avuto (e avrà) impatti forti sulla (Grande o piccola) storia dell’uomo:
    a) richiede inevitabilmente – senza alcuna certezza di un ritorno – grandi investimenti talvolta in termini di risorse ma sempre in termini di tempo e soprattutto di “solitudine” perché i contemporanei spesso snobbano, deridono e intralciano i sognatori;
    b) prevede risultati (non certi) visibili solo in tempi differiti perché i grandi sogni sono sempre lungimiranti;
    c) richiede pertanto grande forza e determinazione: “l’importante non è avere delle idee ma crederci fino in fondo!” (Ford)
    d) ma soprattutto richiede che la mente sia sgombra da mire o intenti personali che non possono che intralciare lo sviluppo del Sogno (per me è chiaro ciò che intendo dire ma non so se riesco a farvi arrivare il mio pensiero: sono convinta che la caratteristica fondamentale del Sogno lungimirante sia la purezza. Perché sia lungimirante il Sogno DEVE essere guidato da un disegno “più grande” rivolto al mondo, agli altri, e deve essere ispirato dall’Amore…).

    Confido, come ho già scritto più sopra, nella presenza di sognatori anche fra di voi.
    Spesso grandi cambiamenti rivoluzionari hanno avuto origine da piccole realtà che poi sono cresciute: si può partire da un gruppo di amici, da un piccolo comune, da una scuola, da una classe, … MOTIVAZIONE, IMPEGNO, DETERMINAZIONE, FORZA e … AMORE!

    Visitando il sito del Governo ho scoperto che è stato indetto un concorso interessante dal titolo “La tua idea per il paese”. Lo si trova nella home page, nello spazio “novità della presidenza”.
    Copio il link: http://www.governo.it/Notizie/Presidenza/dettaglio.asp?d=58783

    Concludo con una frase trascritta da un libro di Fabio Volo che, su consiglio di un mio giovane studente, ho appena terminato di leggere: “Ho capito che nella vita devo fare quello che mi spetta, poi il resto si muove di conseguenza, ma il primo passo lo devo fare io. Non sono le cose che vengono verso di me, sono io che devo andare verso di esse”…

    BUONE VACANZE A TUTTI!

    Commento di dreamer — 8 luglio 2010 @ 10:28

  3. L’analisi di Galli Della Loggia è calzante.
    Credo che l’unica proposta possibile oggi stia in quel “Comincio da me”, che dreamer ricorda.
    Dove possiamo trovare il punto di incontro tra diverse culture se non nella nostra belissima Costituzione, il progetto di società nuova che i Padri e le (poche) Madri costituenti ci hanno lasciato?
    Quello che è scritto nella carta di identità del popolo italiano è disatteso sistematicamente e quotidianamente da questa classe politica, e anche da una parte rilevante della cosiddetta società civile, ma ci sono molte persone che cercano di metterla in pratica nel loro piccolo.
    Per me quella è la strada, insieme a un’opera di sensibilizzazione dell’opinione pubblica( che però, come ben sappiamo, si forma al 75% solo con la televisione).
    Il lavoro è lungo…
    Chiudo con una citazione di Madiba, alias Nelson Rolinhlahla Mandela, Nobel per la pace “L’educazione è l’arma più potente per cambiare il mondo” .

    Commento di imagine — 8 luglio 2010 @ 19:30

  4. OVVIO, è perché alla politica ci manca il manico!!!! Quello del SEMIALTERNO: per una dinamica Democrazia di qualità a bipolarismo concorrenziale aperto!
    il SEMIALTERNO è un sistema elettorale a base proporzionale che viene sostituito da una mandata al maggioritario in caso di fine anticipata della legislatura, ma, in questa evenienza la legislatura entrante non può modificare la Costituzione dopo la quale comunque, si ritornerà a mandate a base proporzionale!
    Essendo Democrazia e Mercato facce della medesima medaglia per far ripartire il nostro Belpaese urge riformare la macchina sin dai suoi meccanismi d’ingresso per renderli completi a ciclo compiuto e non perverso come tuttora vengono mantenuti dalle lobby della casta siffatti anacronistici meccanismi: Mattrellum, Porcellum, ecc. dal nome un programma! Questi sono tutti dei Modelli misti incompleti ed incompiuti generati appunto per essere transitivi per far si che la casta si mantenga intransitiva e così facendo poter facilmente continuare a specularci senza mai far emergere quella vera genuina virtuosa politica frutto di una dialettica opzionale concorrenziale sincera e non meramente speculativa come la si sta in continuazione soffocando e con essa si sta trascinando l’interso paese nella sua interezza tant’è che all’estero alcuni si vergognano per noi! Quindi, per dar fiato al nostro Belpaese urgono iniettarvi dosi da cavalla di concorrenza iniziando, appunto dai meccanismi delle leggi elettorali per ingenerare concorrenza a tutto tondo ed a tutto campo e così finirla con le solite partigiane o bi partigiane cortigianerie. Serve ripristinare concorrenza quale unica modalità per dissipare deterrenze, autoreferenzialità e rischi d’avvitamento autoritario e date le continue grandinate di leggi a personam il tempo s’abbuia!!!!
    Pertanto, l’unica curvatura possibile per uscire dall’attuale marasma è quello di provvedere urgentemente a voltare pagina quanto col SEMIALTERNO si propone che si articola come di seguito:
    1) Il SEMIALTERNO è un sistema a leader implicito in quanto non necessariamente richiede di essere direttamente eletto giacché
    2) la sua peculiarità consiste nel fatto che su una base a “mandata elettorale” (consultazione a turno unico) al PROPORZIONALE PURA, la cui purezza dipende da come si ritagliano i collegi; ovviamente più ampia sarà la circoscrizione maggiore risulterà la proporzionalità e, più piccola diventerà la circoscrizione, più grande sarà lo spreco dei voti, agendo indirettamente così a mo’ di fattore di soglia;
    3) Ma, quando la “situazione” si rendesse priva di governo od andasse in stallo ovvero, la legislatura chiudesse prima dei suoi fisiologici tempi, ad esempio prima degli attuali cinque anni (come all’art. 60) il SEMIALTERNO richiama una consultazione elettorale a turno unico a PREMIO di MAGGIORANZA (MAGGIORITARIA) anche questa “mandata con premio” risulterà tanto più efficace quanto numericamente ridotti sarà il numero dei collegi elettorali in cui sarà ritagliato il territorio;
    4) Durante queste legislature “a mandata-votazione a Premio di Maggioranza” per evitare rischi di derive autoritarie essendo questa legislatura “a Premio” ovvero, incardinate prevalentemente sull’induzione della governabilità, sarebbe opportuno inserire un emendamento equilibratore volto ad “inibire l’art. 138″ per evitare ogni possibilità di revisionare la Costituzione. Basterebbe inserire un semplice “lodo” che inibisca l’art. 138 durante lo svolgersi di legislature “a premio di maggioranza” ed ovviamente, non per quelle mandate con votazione al proporzionale;
    5) Comunque, dopo ogni elezione (mandata) a Premio di MAGGIORANZA (o MAGGIORITARIO), si ritornerà alla votazione-mandata a “base PROPORZIONALE”;
    6) Il termine SEMIALTERNO deriva semplicemente dal fatto che pur diventando automatico “alterno” il passaggio dalla modalità maggioritaria a quella proporzionale dove quest’ultimo viene inteso come livello di riferimento di base. Comunque, lo stesso automatismo a richiamo alterno non si attiverebbe in senso contrario essendo le mandate al proporzionale ad induzione centrifuga, da considerarsi pertanto, più in sintonia al “logaritmo pervasivo del mercato”!? Quindi, ogni legislature che “fisiologicamente” termina con un governo attivo e si concluda secondo i suoi canonici 5 (cinque o diversamente) anni come attesta l’art. 60 della nostra Costituzione, ci si rimette ad una nuova legislatura della stessa induzione – mandata al Proporzionale. Quindi, teoricamente la modalità al Proporzionale potrebbero sempre continuare a ripetersi per lo stesso verso ininterrottamente!
    7) Il SEMIALTERNO comunque, aumenta la sua efficacia quanto più l’induzione centrifuga del livello a base “proporzionale” (centrifugo – imperniato sulla rappresentatività) si manterrà specificatamente distinto rispetto a quello suo contrario ma, complementare rappresentato dall’induzione – centripeta delle mandate al “MAGGIORITARIO od a Premio di Maggioranza” che incardina sulla governabilità

    Commento di Giulio MANCABELLI — 10 luglio 2010 @ 01:26

  5. Molto complicato riuscire a seguire il tuo discorso all’Azzeccagarbugli Giulio…
    Per “illuminarmi” ho cercato su Internet informazioni sul sistema elettorale semialterno da te così prolissamente (e confusamente) illustrato e ho scoperto che la cosa ti sta veramente a cuore visto che stai tenacemente tempestando i Blog di mezza Italia.

    Da quanto mi pare di aver capito il modello è stato attinto da una proposta denominata “Proposition 14 – Top Two” molto caldeggiata dal governatore della California Arnold Schwarzenegger – e anche molto contrastata dall’opposizione – che prevede un modello elettorale che ha il pregio di privilegiare (non ho capito come) l’elezione dei leader più moderati ma che affossa tutti i gruppi minoritari…

    In ogni caso, dubito che il (vero) problema, stia nel sistema elettorale. Dal mio punto di vista, un sistema elettorale “perfetto” (ammesso che esista) può forse migliorare la stabilità del Governo ma comunque non migliora le prospettive del Paese se chi lo governa non ha idee chiare, “pure”, efficaci e lungimiranti sulle mete da raggiungere e le cose da fare step by step…
    Più che un “manico” derivante da nuove leggi elettorali, servono Uomini e Donne di governo competenti e lungimiranti che, come in modo così chiaro ha scritto Galli della Loggia, abbiano delle idee (lungimiranti) per l’Italia e le sappiano trasmettere in modo efficace agli italiani perché, trascrivo, “l’Italia avverte che questo (l’indicazione di una via difficile, una proposta nuova e ardita) solo sarebbe il modo per sperare di fare i conti con il mondo nuovo e aspro in cui essa è ormai entrata. Per farlo essa sarebbe anche disposta ad accettare medicine amare, se solo qualcuno gliene spiegasse però il senso e la necessità: se qualcuno le sapesse parlare di politica“!

    Commento di dreamer — 10 luglio 2010 @ 12:52

  6. Per me il sistema elettorale non cambia proprio niente!
    Vent’anni di esperimenti insegnano!

    Commento di imagine — 20 luglio 2010 @ 13:04

  7. Il contesto multiculturale ed in presenza di una società informatizzata si reclamano soluzioni new normal quali il SEMIALTERNO propone! Strutturali smagrimenti!
    Per un federalismo efficiente urge anche rivolgersi a sistemi elettorali a “new normal” – nuove soluzioni che infondano effettiva concorrenza e non la solita stagnazione! Quanto ad esempio il SEMIALTERNO propugna “per sturare una siffatta bloccata situazione elettoral-istituzionale in continuo degrado” ed addivenire ad un sistema ad effettivo bipolarismo concorrenziale aperto!
    Pertanto il Sistema SEMIALTERNO si struttura su una base proporzionale e viene sostituito da una mandata al maggioritario in caso di fine anticipata della legislatura, ma, in questa evenienza la legislatura entrante non può modificare la Costituzione dopo la quale comunque, si ritornerà a mandate a base proporzionale!
    E’ propri l’inframmettenza pubblica di tasse alte che gravano sul lavoro impiegato e che penalizzano investimenti e nuove tecnologie, di vincoli amministrativi asfissianti per la già eccessiva “plutoburocrazia” tendente a sempre più rigonfiarsi dimostrandosi capace di girare all’incontrario rispetto ai ben governativi dichiarati proposti di che liberalizzare per un congruo contenimento della pressione fiscale arrivate armai al 43% ciononostante i livelli burocratici tendono sempre più come un Moloch ad ingigantirsi dimostrando che l’eliminazione delle province era stato un semplice abbaglio!
    Ora, federalismo fiscale indubbiamente rappresenterà inizialmente un moltiplicare di centri di costi pertanto, per non rischiare di finire in senso negativo come sembra svilupparsi la situazione spagnola dove l’eccessivo indebitamento regionale sta diventando una seria minaccia per la Spagna ed anche di riflesso per il federalismo italiano M. Bottarelli …Giacché Berlino sa che le sue banche sono esposte in maniera pesante sui mercati periferici dei paesi PIIGS! Pur riconoscendo che la debolezza dell’euro creata dall’alto dei debiti appunto dei Pigs è stato il motore della rinascita tedesca: mors tua, via mea! Conseguentemente, la crisi politico-istituzionale in Italia se diventare sempre più patologica potrebbe per esasperazione mettere sempre più in dubbio lo sviluppo del già avviato processo verso il federalismo fiscale. Al di là delle rassicurazioni di Calderoli nei confronti anche del Card. Bagnasco… Quindi, affinché il federalismo possa diventare un’autentica opportunità oltre che a lavorare molto per promuovere sviluppo, lavoro e dare inizio ad una progressiva riduzione della finanza derivata che a lungo termine come un “must” dovrà terminare e per sussidiarietà diventare autonomi. Principalmente per rendersi effettivamente competitivi servirà tagliare di molto il lardo buroplutocratico che ci avvolge ed opprime su molti fronti e livelli determinando uno strutturale ridimensionamento del numero degli addetti ad ogni livello degli apparati burocratici. Iniziando secondo un’effettiva concreta progressione del numero degli addetti in ogni dove, al fine di rendersi idealmente a soli due strutturati prevalenti livelli ad organica filiera corta grazie ad un accorto utilizzo delle nuove tecnologie informatiche solo così ci si potrà rendere strutturalmente competitivi! Quanto il Sistema SEMIALTERNO permetterebbe infondere concorrenza! Sistema si struttura su una base proporzionale e viene sostituito da una mandata al maggioritario in caso di fine anticipata della legislatura, ma, in questa evenienza la legislatura entrante non può modificare la Costituzione dopo la quale comunque, si ritornerà a mandate a base proporzionale! Come quanto già sin dall’inizio i paesi emergenti si risultano strutturarsi attingano copiosamente alle potenzialità insite nelle nuove tecnologie questo è uno degli aspetti preponderanti che permettono a sempre nuovi paesi di sempre più competitivamente inserirsi nel compendio mondiale: quella facilità data da quanto i sempre nuovi elaboratori aumentando in potenziale per la legge di More a ridurre sempre più per semplificazione d’accessibilità all’utente il loro utilizzo ma, trasferendo potenziale nella struttura delle loro organizzazioni che sempre più non possono che sparigliano ogni riferimento all’obsolescenza strutturale con la quale senza mai voler cambiare, come vecchi paesi, continuiamo anacronisticamente ad incartarci giorno dopo giorno e conseguentemente a ritrovarci sempre più spiazzati. Ragion per cui detti paesi emergenti possono innestarsi nel mercato globale senza alcuno handicap strutturale grazie alle loro ben più leggere architetture organizzative, a filiere corte, senza dover smagrire d’ogni genere di strutturale elefantismo corporativo, politico, sindacale, ecc. del quale purtroppo, restiamo sempre più avvinghiati come Occidentali specialmente, noi in Italia, dato dal quanto ce ne ritroviamo in groppa giacché risultiamo ultimi in graduatoria al 1,1% rispetto ad ogni altro superiore percentuale dei paese Ocse! Pertanto, il processo di smagrimento burocratico si rende irrinunciabile per poter conciliare ed estendere una concreta potenziale sussidiarietà ed attivare un virtuoso federalismo responsabile! Aspetti che i ben più pragmatici Britannici hanno già affrontato nel voler impegnarsi prossimamente ad alienarsi la camera dei “Lords” semplicemente: autoestinguendola! Rispetto a noi, invece, che pur avendo da decenni più volte preannunciato prima d’ogni passata elettorale l’intenzione di ridurre il numero dei Parlamentari e sopprimere le Province le abbiamo nel frattempo aumentate di numero così come tante agognate liberalizzazioni restano delle semplici illusioni*… giacché tutti gli annunciati ed elencati impegni e propositi in ogni programma elettorale da tutti i partiti italiani rimangono “bolle e balle!” E, così, risultiamo conseguentemente essere effettivamente l’unico paese di sostanziali autentici conservatori europei sempre più impaludati “La grande palude” E.G. della Loggia. Specialmente, se continueremo a seguire la pifferaia logica del continuare a ribadire l’inesistenza di leggi elettorali complete e o perfette e farne un’auto convincimento quale cinica giustificazione del voler gattopardescamente mantenere inalterate le cose ancorate a quel solito gioco dell’oca tali, da permettere così alla casta sempre più comodamente d’aumentarsi ulteriormente la posta in gioco e rendersi intransitiva ed autoreferenziale: abbiamo i politici più matusa e strapagati rispetto ad ogni altro paese dell’Eurozone ed Ocse! Pertanto, la dimostrazione del collasso sistemico dell’italica classe politica per mancanza anche di effettivi meccanismi elettorali capaci d’ingenerare sistemica concorrenza è facilmente desumibile dal fatto che indipendentemente dalla formale collocazione dei nostri politici a destra, a sinistra o al centro, tutti in modo “bi e poli-partisan” dimostrano di appartenere senza esclusione alcuna alla stessa medesima intransitiva casta intenta a mantenersi sempre più transitive attraverso rese transitive ed incomplete leggi elettorali giacché il loro immobilismo resta funzionale al proprio mantenimento e perpetuazione per rendersi sempre più autoreferenziali. Situazione analoga a quanto per parallelismo, lo era stata la Francia nel ‘700 dato l’imperante afasia e totale. L’immobilismo vi regna giacché mai si vogliono introdurre strutturale innovazioni, aggiornamenti se, non quella di continuare a cambiare modello elettorale o per rendere lo stesso sempre più efficace per aumentare la distanza fra elettorato passivo con quello attivo per aumentare essenzialmente l’autoreferenzialità alla casta! Già da questo si dovrebbe evincere l’autentica esistenza di una cappa autoreferenziale appunto, di una vera casta che ci opprime. Una (s)classe politica che eludendo ogni impegno e proposito continuamente s’autonomina e s’auto ripropone in eterno includendo tutti indipendentemente dalla loro formale collocazione politica ad ulteriore riprova che tutti i ricambi anche generazionali restano bloccati giacché da decenni sono rimessi alla sola anagrafe segno della loro (intoccabile) longevità come casta, rispetto alla media europea ad ulteriore riprova della sua radicata privilegiata potenza segno dell’incapace d’affrontare ogni genere di smagrimento: “nessun potere s’autolimita!”
    Nonostante il momento topico s’intende abbandonare la miopia che impone casarecce visioni per ulteriormente incastrarci ed impaludarci quanto racconta: “La grande palude” E. Galli D. Loggia. Continuiamo a seguire la pifferaia logica, filastrocca e litania ribadendo l’inesistenza di leggi elettorali complete e farne un’auto convincimento tale permettere alla casta di diventare sempre più autoreferenziale. E, poi stupirci che la casta così può ancor più permettersi con sempre maggiore cinismo di giustificarsi del voler sempre cambiare tutto per poi, gattopardescamente mantenere sostanzialmente sempre più inalterate le cose, ancorandosi a quel solito gioco dell’oca: del rendere transitive le leggi elettorali per mantenersi come casta intransitiva e sempre più così comodamente infeudarsi se non aumentandosi ulteriormente la posta in gioco con altre “porcate elettorali”! Quando per mancanza di meccanismi che ingenerino concorrenza quanto il SEMIALTERNO permetterebbe restiamo sempre più impaludati! Senza renderci conto che abbiamo i politici più matusa e strapagati rispetto ad ogni altro paese dell’Eurozone ed Ocse riconfermato dalla pratica che “l’Italia è ferma nell’ingorgo degli ‘ex’” M. Ainis (ci ritroviamo perfino anche quelli che per veltroniana vocazione maggioritaria al moto” Yes we can!” Quelli che pur avendo espresso il missionario voto di trasferirsi in Africa! Si sono comodamente riparcheggiati nell’autentica “american way” nel nostro Parlamento!? Just take my hand is Paradise!) E’ la vera classe politica, che dimostra e conferma più o meno volutamente di volersi così mantenere intransitiva mantenendo transitivi ed incompleti i meccanismi delle leggi elettorali! E, così sempre più caricando d’obsolescenza la cittadinanza pretendere da (un sempre più addomesticato) Pantalone che risulti competitivi nel compendio mondiale; con siffatti anacronisticamente strutturati fardelli e modelli elettorali: porcata!?
    Quando la realtà reclamerebbe soluzioni attraverso sistemi integri e completi, elastico flessibili adattivi, in tutte le loro articolazioni in modo da ingenerare concorrenza a bipolarismo aperto quanto il sistema SEMIALTERNO propugna. Affinché i processi democratici diano alternative e ricambi sia politici e generazionali e, tali da incrementalmente auto correggersi e che massimizzino: governabilità – decisionalità, economicità per evolvere verso una responsabile incrementale sussidiarietà! Questo risulta indispensabile per potersi dichiarare e reputare semplicemente sistemi capaci di chiudere il ciclo per così liberare opportunità che permettono d’espandere e contestualmente aumentarle: “entitlements, provisions & chances! Dahrendorf
    Pertanto, improrogabile esimerci dal doverci migliorare sin dagli ingressi, dai meccanismi elettorali per renderli della massima integra compiutezza del -”both and or” criterio e tale da mantenere costante e permanente l’effetto concorrenziale indotto. Questo per riprodurre un’altrettanto pervasiva efficienza sia verticalmente, quanto orizzontalmente in una resiliente dinamica propedeutica a riverberarne più virtuosi efficaci effetti per tutta la galassia di cui si compone politics, policy and polity!
    Quindi, urge munirsi di coraggio per cambiare pagina, spartito, paradigma serve un salto di qualità! Diversamente tutto resterà illusorio senza la minima opportunità di potersi liberare da quanta melma c’affligge e/o si frapponga in modo parassitario rispetto ai due soli prevalenti livelli che una “new normal” impostazione strutturale dell’architettura istituzionale reclamerebbe! Quando, se non si provvederà al riguardo si rischierà lo scatafascio giacché, ogni livello aggiuntivo farà semplicemente aumenterà l’imposizione fiscale senza alcun tornaconto, in quanto già la pressione fiscale è a ben al 43%! Pertanto, Pantalone oltre al carico degli usuali tassi interessi dell’indebitamento pregresso e delle varie cicliche fallimentari banche, aziende e bolle finanziarie dovrà sobbarcarsi d’un anacronistico abnorme fardello continuativo d’un crescente abnorme italico costo della politica! La quale non intende demordere dai suoi propositi quando i nostri Parlamentari mediamente percepiscono tre volte tanto rispetto alla media Europea d’ogni altro rappresentante dell’€urozone invece l’equiparazione ai 65 anni alle donne (brunette) deve avvenire a spron battuto al just in time?! Ulteriore segno dell’insensibilità equiparativa della casta che invece di dimagrire in numero ed in gonfiore del taccuino si permette così di penetrare cinicamente in ogni dove, per allargare sempre più la propria influenza. E, come una metastasi tende infeudare a dismisura sempre più il territorio: lo spazio tempo. Secondo quel suo solito ancestrale vizio: pluri-poli-partigiano criterio del clan familistico e tribale dove, il nepotismo e la cooptazione imperano per promuoversi come casta fino all’eternità! Aspetti e comportanti sempre più difficile da estirpare e debellare se non si inizierà ad iniettare sistemica strutturare concorrenza sin dalle front line la piega potrebbe rendersi irreversibile giacché siamo privi d’equilibrio anche sul fronte dell’istituto referendario non avendo il referendum propositivo quando in ogni un efficace sistema equilibrato a check & balance & feed back criterio dovrebbe oltre al permettere di togliere con i referendum elettorali ci dovrebbe esistere anche l’opportunità di aggiungervi con quello propositivo! Appunto, i Californiano è col referendum che con la proposition 14 si stanno emancipando… invece, noi restiamo squilibrati anche col meccanismo elettorale quando per lo stesso codice stradale sarebbe impossibile omologare un mezzo che induttivamente vada solo dritto al centro quanto il Proporzionale permetterebbe oppure che vado solo induttivamente o solo a destra oppure solo a sinistra quanto il Maggioritario permette di capre che un vero sistema non può che per rendersi funzionale e fisiologico non può che enucleare entrambe queste induzioni quanto il Sistema SEMIALTERNO permetterebbe! Sistema si struttura su una base proporzionale e viene sostituito da una mandata al maggioritario in caso di fine anticipata della legislatura, ma, in questa evenienza la legislatura entrante non può modificare la Costituzione dopo la quale comunque, si ritornerà a mandate a base proporzionale! Questione della quale perfino, se ne stanno rendendo conto i Britannici che con il varo del governo Cameron una coalizione Tory e LibDem hanno schiuso il pandora Box giacché intendono dopo un referendum di passare dal Maggioritario all’uninominale per abbracciare un Proporzionale – quello che abbiamo (casualmente) abbandonato noi, con la Prima Repubblica!? Ovvero stanno percorrendo lo stesso tragitto nostro ma all’inverso giacché noi dopo aver abbandonato il Proporzionale della I Repubblica ed esserci da decenni impantanati negli attuali impaludanti modelli limati e limitanti Mattarellum quanto l’attuale Porcellum gli astuti nostrani politici di casta intendono propinarci un altrettanto intrinsecamente limato e limitante modello “Maggioritario all’uninominale” quello stesso che hanno appena per downgrading squalificato come sistema inadatto ai tempi gli stessi Britannici che per l’appunto intendono al più presto abbandonare il Maggioritario modello Westmister per il Proporzionale implicata soluzione propedeutico al SEMIALTERNO! Ulteriore implicita riprova che per aver un completo sistema elettorale si rende indispensabile dover possedere un meccanismo articolato in modo che permetta di andare a destra od a sinistra quanto al centro questo sarebbe semplicemente quanto strutturalmente permetterebbe di strutturalmente ricreare il sistema SEMIALTERNO per concorrenzialmente ingenerare un autentico virtuoso bipolarismo aperto in modo tale da chiudere il ciclo induttivo centripeto, centrifugo ed avere un manubrio elettoral-istituzionale semplicemente “omologato!”
    Invece, che cercare soluzioni efficaci ed efficienti e rendere magro e snello strutturalmente il sistema Paese, i partiti in modo sempre più sornione fanno melina. Pertanto restiamo in presenza di assemblee plutocratiche ad istintiva declinazione ed inclinazione conservativa. Restiamo fermi al periodo mesozoico paternalistico della democrazia dove tutta la casta all’unanimità si dimostra essere sempre più per convenienza conservativa pluri-poli-partigiana ed criterio del “too big to fail”! Tutto rimarrà invariato in modo tale che per “porcellum” moriremo obesi di plutoburocrazia! Lo stesso criterio che è stato globalmente adottato per le banche con le bolle finanziarie ora, la medesima opzione, la si estende anche agli ambiti ed apparati assembleari politici e burocratici in un siffatto anacronistico modo dove tutto e comunque sarà pagato a piè di lista dal solito Pantalone!
    Palese dimostrazione che siamo in presenza di una vera e propria degenerazione che immancabilmente, produce scarsa competitività essendo il nostro paese ultimo al riguardo e con uno scarto sempre in negativa progressione or giunto al 2,7% rispetto al 2008! Ulteriore indice che la politica senza una strutturale competitività fa acqua da tutte le parti siamo ed essendo ormai arrivati al solo insulto dove la volgarità non scandalizza più C. Magris oltre a dimostrarci che non ci sia più trippa per i gatti il parallelismo settecentesco francese sembra sempre più concretizzarsi giacché ormai non si distingue l’etica dalla cotica! Tabacci: il Porcellum docet ed imperversa!
    Aspetto che ulteriormente conferma e riprova che il nostro BelPaese non dimostra essere un organico Sistema Paese bensì imballato per dette strutturali inadempienze. L’attuale crisi governativa del centro destra lo attesta quanto quella precedente del 2008 col centro sinistra che dimostra quanto il sistema per mancanza di effettiva concorrenza tende sempre più per autoreferenzialità ad auto avvitarsi! Giacché la melina, l’inconcludenza diventa lo sport prevalente!
    Tant’è che così continuando si rischia l’auto soffocamento per eccesso imposizione fiscale data l’oggettiva strutturale “obesità plutoburocratica”. Un elefantismo che determina e mantiene anacronistiche rischiose incrostazioni che fanno collassare il Sistema Paese e portano in consunzione il già precario welfare, sempre all’ordine del giorno giacché, per il 2009 s’è riscontrato un aumento della spesa del 4%. Dimostrazione che gli sperperi sono ovunque, essendo riscontrato che i capitolati di spesa girano autonomamente e, che aggiungendosi a quella sempre più assurdo che si sostiene per andare a giocare ai soldatini in remote contrade e lande, senza alcuna speranza di vittoria! Tutto questo non farà altro che continuare a massacrare e sperperare il nostro welfare e quello in coalizione dell’Occidente in generale che si rivela sempre meno competitivo rispetto alle tigri orientali (astenendosi dal “war game” dei due litiganti!), i fatti ed i dati della crescita del PIL quotidianamente lo attestano! Come potremmo esserlo diversamente con siffatti anacronistici fardelli poter risultare competitivi!? Dove, tutto si sta mascherando dietro quella solita cinica coltre d’ipocrisia giustificativa del dover esportare la democrazia!? Quando questa, giorno dopo giorno si sta dimostrando fallimentare e priva d’ogni genere di fondamento e scusante sotto ogni profilo; quella del partecipare a siffatte “mortali” spedizioni! Secondo quale etica o morale giustificativa si può continuare a giustificare tutto questo quando nei paraggi ci sono milioni di persone in attesa d’aiuto perché afflitti dalle ultime catastrofiche devastazioni! Disastri che purtroppo prossimamente aumenteranno sempre più, in ogni dove, data la sempre maggiore urbanizzazione conseguente all’esplosione demografica e per effetto dei cambiamenti climatici quanto della ciclicità di terremoti: tsumani, siccità, fuoco e quant’altro! Quindi, urgerebbe cambiare registro anche su questo fronte e considerare gli aiuti umanitari l’assistenza, la solidarietà la vera prossima guerra da combattere per non continuare ad essere più o meno consciamente schiavizzati dalle direttive dei soliti Militaristi di turno dopo aver appena superato l’oppressione dei Finanzieri creativi! Basterebbe semplicemente richiamarsi ad un saggio “buon senso” dell’incontrovertibilità del diritto/dovere alla non ingerenza… per istantaneamente ritirarci da quelle polverose impaludanti lande! Nel merito, dovremmo ben riflettere, giacché gli Olandesi se ne sono già andati ed i Canadesi lo faranno a breve!
    Molte cose sono da combattere su molti fronti per cambiare giacché l’elefantismo burocratico unito all’inopportuno militarismo… ingenerano rischi di corruzione pubblica, di malversazione essendo stato rilevato statisticamente che siamo arrivati a ben 56 miliardi di euro all’anno nella sola “Europa” corrispondenti a 154 milioni al giorno che se ne vanno in “bustarelle” in sperperi con ogni genere d’esasperazione ed eccessi. Senza al riguardo contare l’evasione e l’elusione fiscale quanto, l’usura per le quali si potrebbe già in tempo reale grazie alle nuove tecnologie efficacemente contrastare. Ma la volontà politica, se priva di qualità etiche e morali sembra lasciare il tempo che trova! Difficile invertirne le cose se non si provvederà in altrettanto modo ad iniettare maggiore concorrenza e snellirsi – smagrendo per rendersi strutturalmente elastico-flessibili ed adattivi.
    Diversamente nel breve in Europa ed in Occidente per obesità plutoburocratica il declino sarà sempre più irreparabilmente irreversibile! Urge un salto di qualità su molti fronti quanto la realtà per rendersi competitivi reclama “new normal” concorrenziali per erogare servizi più efficienti tagliando gli sprechi! Giacché le nuove tecnologie se utilizzate appropriatamente possono generare virtuosi sviluppi e capacitarci a meglio dissipare e contrastare perniciose deterrenze ed anacronistici ingessanti corporativi monopoli! E’ l’elefantismo che presenta maggiori rischi creando interstizi dove lasciar coltivare facili tolleranti perniciose speculazioni che fanno ingrassare conniventi collusive cricche. Sprechi tendenti a sempre più sfrenatamente moltiplicarsi ed a rendere sempre più irreversibile ogni proposito di miglioramento!
    Urge attrezzarsi ed acquisire sistemi che risultando strutturalmente competitivi che possano fisiologicamente far convivere democrazia e mercato essendo ormai largamente comprovato da più parti essere entrambi facce della medesima medaglia che solo quando questi vengono inquadrati in regole concorrenziali, chiare e trasparenti “a check & balance & feed back criterio” si possono facilmente contrastare collusive reciproche autoreferenzialità ed accendere quel virtuoso processo prosperoso capace di mantenere in equilibrato rapporto il quanto di Stato rispetto al quanto di Privato e viceversa per far girare dinamicamente l’insieme! Facilito da filiere corte grazie all’ausilio di quanto le nuove tecnologie permetterebbero impedire che “il controllore risulti essere lo stesso controllato!” Solo così in un contesto concorrenzialmente strutturalmente aperto si potrà in modo effettivamente bipartisan per democrazia e mercato conciliare sviluppo sostenibile e senso d’appartenenza ed appunto elevare il cittadino a persona per considerare l’etica quale elemento fondamentale per riverberare una più consapevole responsabile cittadinanza a senso d’appartenenza. Aspetto indispensabile per proattivamente divenire civil prosumer ed infondere prerogative di prosperità in coerenza a quanto appunto Schindler invita quale sgorgante moltiplicatore economico e non solo come comandamento morale! Ovviamente, il tutto sarebbe meglio garantito se entrambi: democrazia e mercato, fossero rimessi appunto in gara entro quel suddetto solido quadro di regole chiare e trasparenti, affinché vi si possa riconoscere in modo pervasivo il dovuto merito all’impegno degli operatori che si prodigheranno nel merito su tutti i fronti siano essi nella funzione di politici, economisti, finanzieri, panettieri o macellai e/o quant’altro, purché carichi di consapevole responsabilità del rispetto della persona e del ruolo!
    Pertanto, urge munirsi di coraggio e con un balzo di qualità sganciarci dalle catene dell’obsolescenza e cambiare registro, spartito giacché, alcuna democrazia può continuare a reggersi sul perenne sproloquio e/o concedersi al coccolamento perpetuo derivato dal fatto che il grosso dei nostri legislatori, e del personale mediatico possa permettersi di continuare a pappa galleggiare nell’inconsistenza… liberi e carichi d’arroganza nel permettersi quel vizioso anacronistico proposito per alzarsi in continuazione la posta in gioco a scapito dell’intero paese che continua a soccombere. Giacché si stanno sempre più riscontrando effettive analogie col la Francia del secondo ‘700 per “Parallelismi storici” e non solo per “divertissement” (G. Belardelli)… Giacché i Politici continuano a dilungarsi senza mai afferrare la differenza tra l’elezione diretta di un presidente (sistema presidenziale) e l’elezione diretta del capo del governo in un sistema parlamentare come il nostro Italico, che resta pur sempre di quel verso parlamentare! Inaccettabile risulta che di tutto e tutti si continui far melina e vengo gestito furbescamente in modo da rendere impossibile qualsiasi sostanziale democratico confronto sul da farsi. Questo per portare semplicemente tutto all’esasperazione per poi, mediaticamente più o meno direttamente imporre e/o far passare soluzioni populiste demagogiche anacronistiche quali il Presidenziale?! Allo scopo di rendere la nostra Repubblica ancor più infeudata e dinastica?! Data la manifesta volontà tesa ad ostacolare ogni ricerca innovativa per più attuali feconde soluzioni! Giacché si tende ricorrere alla solita retorica giustificazione dell’inesistenza di modelli elettorali perfetti per così escludere volutamente ed aprioristicamente ogni confronto e l’aspirazione all’indagarne e testarne d’inediti new normal ad esempio quanto il SEMIALTERNO propugna e permette essendo appunto, il SEMIALTERNO un sistema elastico flessibile adattivo in linea con le attuali esigenze che l’era informazionale reclama! Sistema che si struttura su una base proporzionale e viene sostituito da una mandata al maggioritario in caso di fine anticipata della legislatura, ma, in questa evenienza la legislatura entrante non può modificare la Costituzione dopo la quale comunque, si ritornerà a mandate a base proporzionale!
    Un presuntuoso sistema il SEMIALTERNO che permetterebbe in modo asintote incrementare le potenzialità del nostro Belpaese per massimizzare: governabilità – decisionalità, economicità per evolvere verso una responsabile incrementale sussidiarietà e come idealtipo sistema elettorale completo coerentemente declinare responsabile sostenibilità ed “accountability” secondo le prerogative della “triple bottom line” sotto il profilo economico, sociale ed ambientale!
    Il SEMIALTERNO rappresenta una proposta risolutiva giacché curioso risulta rilevare che in Italia pur vantando ben 27 diversi modelli elettorali non se ne perfezioni alcuno quanto lo sarebbe di facile deduzione “reperirlo” per semplice “benchmark” comparativo raffronto ed estrapolarlo dai vari e diversi modelli elettorali che ogni singolo paese presenta nella compagine mondiale date le loro architetture elettoral-istituzionali dalle quali si dovrebbe facilmente evincerne l’implicita loro intrinseca perfettibilità?! Specialmente vivendo un siffatto momento storico di mutazione antropologica non può che aprirci ad un’inedita “new normal” narrazione dati gli evidenti strutturali cambiamenti in corso che avvengono ad ogni latitudine che impongono glocali adeguamenti su tutti i fronti e livelli specialmente sulle front line! Pertanto, impossibile esonerarne al riguardo, l’incompiutezza insita nel nostro anacronistico Porcellum non potrà sottrarsi al processo innovativo in attuazione che il tempo reclama data la sempre maggiore, presente e manifesta effervescenza che ormai ad ogni latitudine, fa capolino, data la sempre più cangiante e liquida realtà! Bauman.
    Realtà che sta intagliando un nuovo ciclo a livello globale, che sarà intensamente sempre più pervasivo caratterizzandosi in modo profondamente diverso rispetto al passato che non potrà più essere lo stesso per tutto e tutti nello spazio tempo. Giacché tutto irreversibilmente precipita per essere diversamente declinato e coniugato in un inedito convergente per “mainstream” attrazione “new normal” modo per affrontare le cose! Pertanto, sempre più assurdo risulterà continuare ad incartarsi nella solita compassata obsolescenza continuando a mordere sempre le stesse ossa fatta di compassati modelli elettorali farciti di criticità per poi propinarli. E, poi, con sfacciata spudoratezza domandarsi il perché del continuare ad annaspare impantanati ed incastrati nella medesima “melma” quando si sta in continuazione ripristinando lo stesso gioco dell’oca: a porte girevoli!
    Uno spasso di casta (falconiera) strutturato e mantenuto per effetto di quei ciclici (speculativi) momenti istituzionali: “pitstops” fatti d’inutili referendum e/o sempre nuove infruttuose bicamerali e/o governi tecnici per mantenere sempre gli stessi meccanismi elettorali transitivi e rendersi appunto, come casta politica sempre più intransitiva! Per forse ancor più spudoratamente riconfermare la litania che: alcun potere si auto limita!? Evidenziando l’incapacità dedotta dal non voler trovare soluzioni adeguate ai tempi! Quando armai essendo cambiato il contesto ad ogni latitudine non si possono che delineare strutturali nuovi orientamenti migliorativi… Miglioramenti che costringono ad incurvarsi perrino i più classici modelli o considerati fino a ieri tali: inviolabili ed intangibili come per supposta congenita (octroyèe) si intendevano riservare al modello Westminster! Ma, purtroppo per anche per i “demodé rivolutionnaire” anche questo sto modello giorno dopo giorno sta perdendo lo smalto d’invulnerabilità ed adeguarsi al “new normal”! Per l’appunto i Britannici essendo “molto pragmatici” ora, per rendersi strutturalmente competitivi oltre, all’attivarsi per prossimamente “auto sopprimersi” come suddetto la Camera dei Lords, considerando anacronistico un sistema bicamerale per il terzo millennio! “Too fat” per l’era dell’informatizzazione proattiva agli accessi essendo sempre più ormai glocalmente orientati a prossimamente introdurci nell’era dell’entanglement e della singolarità!? I Britannici sapendo fare di necessità virtù per meglio aggiornarsi ed attrezzarsi rispetto a noi, si dimostrano non paghi dello smagrimento dato dalla soppressione della camera dei Lords: gli stessi Britannici si spingono oltre e varando l’inedita coalizione governativa Cameron di Tory e LibDem con il progetto di abbandonare dopo un referendum quel loro classico Maggioritario all’uninominale per abbracciare un Proporzionale – quello che abbiamo (casualmente) abbandonato noi, con la Prima Repubblica!?
    Quindi, i Britannici stanno affrontando la medesima “Odissea” che stiamo attraversando noi in senso però contrario ovvero abbandonano il Maggioritario per il Proporzionale ad ulteriore implicita riprova che per aver un completo sistema elettorale si rende indispensabile dover chiudere il ciclo-cerchio induttivo centripeto, centrifugo che entrambi detti modelli enucleano e che per complementarietà il Maggioritario non può che coniugarsi per necessaria reciprocità col Proporzionale e viceversa! Pertanto, I Britannici si vedono inseriti in un siffatto irreversibile processo che qualcuno dei nostrani impulsivi esterofili politici intende farci percorrere all’inverso! Giacché noi dopo aver lasciato il Proporzionale della I Repubblica ed esserci impantanati da decenni negli attuali impaludanti modelli limati e limitanti essendo ibridi il Mattarellum quanto l’attuale Porcellum mai potranno fregiarsi degli attributi di sistema! Ciononostante i sagaci nostrani politici di casta intendono propinarci un altrettanto intrinsecamente limato e limitante modello “Maggioritario all’uninominale” quello stesso che hanno appena riconosciuto incompleto per downgrading gli stessi Britannici che per l’appunto intendono al più presto abbandonare date le molte criticità che questo enuclea!
    Da cui l’implicito insegnamento ovvero, che la strategia per il prossimo futuro non potrà che risiedere nell’articolazione dell’architettura dei meccanismi elettoral-istituzionale per poter superare le precedenti obsolescenze, quanto per lo stesso strategico motivo ciclicamente “accade” (frutto d’un’ovvia ricerca) per l’ingenerare innovazione in informatica, in altrettanto modo scaturisce dall’elaborazione storica a suggello il SEMIALTERNO quale idealtipo sistema! Serve allora, far tesoro di quanto in movimento per addivenire ad un sistema a bipolarismo concorrenziale aperto frutto del richiamarsi semplicemente al buon senso, quello che per understatement risiede insito nelle cose, estrapolato appunto dalla storia… senza scomodare Bhagavata Purna – Indusimo come l’ape, che raccoglie il miele da fiori diversi, il saggio accetta l’essenza di diverse scritture e vede solo il bene… oppure quanto per il Taoismo risegga tutto nel dinamico equilibrio o quant’altro!?
    Serve un sistema concorrenziale non discriminativo bensì inclusivo perché non possiamo permetterci di continuare con la politica dello struzzo e soprassedere o non considerare, i sintomi che l’astensionismo sottende! Quando si stanno in continuazione drenando le opportunità “identitarie” alle diverse opzioni politiche e cavalcando il “mercatismo” si propinano standardizzazioni per infondere un ethos infantilistico per sopprimere ogni sincera aperta possibilità di confronti democratici tagliando sul nascere ogni possibile più fecondo dialogo! Il policentrismo per fisiologicamente virtuosamente convivere abbisogna semplicemente di una real governance multi livellare che ingeneri induttivamente polarizzazioni a bipolarismo concorrenziale aperto auto-correttivo, diversamente si rimarrà al marasma allo spezzatino senza alcuna identità e privi d’ogni senso d’appartenenza! E’ in corso un tentativo di compressione giacché anche nei media gli spazi di visibilità ai liberi cittadini diventano sempre più ridotti specialmente nei blog! Gli spazi si riducono ovunque scarseggiano rispetto a quanto diversamente accade nelle culture democratiche protestanti dove, al dibattito politico pre-elettorale o per altre evenienze può partecipare direttamente ed interattivamente il pubblico (sia pur ovviamente in parte) e porre direttamente domande al politico od al candidato di turno, rispetto a quanto sempre più accade in Italia dove, tutto deve essere mediato dal giornalista di turno elevato a sacerdote-metropolita quale (tutore?) intermediario per la casta, evidente testimonianza d’un insopprimibile retaggio – imprinting (cattocomunista!?) del dover evidenziare la differenza fra dominanza e dipendenza!?
    Quando, l’astensionismo ne è il più che palese evidente indicatore, monito di quanta kafkiana distanza si frapponga sempre più fra cittadino e palazzo! E, di quanto sempre più si stia costantemente drenando la partecipazione democratica che, qualcuno interpreta come stupefacente rassegnazione generale. Quando non si dovrebbe essere dimentichi e/o miopi che se le dimensioni dell’assenteismo via via van sempre più assumendo proporzioni mai viste in passato dato che le cifre stanno aumentando ad ogni tornata elettorale questo dovrebbe venir riconosciuto come un indicatore di rischio d’implosione!? Quindi, la casta non potrà permettersi di tirare troppo la corda giacché l’indignazione della gente comune prossimamente potrebbe per esasperazione giungere perfino a dover inchiodare alla porta del Parlamento tutte quelle istanze elencate come propositi in ogni programma elettorale prima d’ogni tornata elettorale ma mai risolte iniziando dalla riduzione dei Parlamentari, ecc. * Questioni che se non si provvederà bisognerà proprio appenderle alla porta del Parlamento, come fece Martin Lutero nel 1517 alla chiesa di Wittenburg inchiodandovi le sue 95 tesi che desiderava discutere!
    Quindi, attenzione che facendo scomparire i confronti l’assenteismo resta un palese indicatore per misurare il gap che distanzia il politico passivo da quello attivo! Divario che sbrigativamente non può essere facilmente furbescamente colmato ricorrendo ai collegi all’uninominale come qualcuno suppone d’ammansire il cittadino, utente, consumatore! Questa sbrigativa soluzione si rileverà un formale palliativo, una congettura giacché sostanzialmente la risoluzione per “new normal” acquisizione non potrà prescindere da radicali integre soluzioni e più complete quanto il SEMIALTERNO propugna!
    Urgono adeguamenti e provvedimenti su molti fronti e piani da intraprendere quelli che tutti sappiamo che vengono perennemente annunciati ed enfatizzati prima d’ogni campagna elettorale che vengono inseriti in ogni programma elettorale come specchietti per le allodole, ma che non vengono mai affrontati ed applicati! Giacché appunto il “bene comune” è uscito di scena, e rimane un’espressione ormai desueta. La stessa verità oggettiva è piegata a criteri di utilità, interessi e convenienza per leggi ad personam od ad aziendam (Mondadori)! Giacché quanto necessario al Paese alla cittadinanza resta un semplice esercizio celebrativo di retorica di balle & bolle!
    Riprovevole pertanto, risulterà mancare di “new normal” elementari adeguamenti quanto col SEMIALTERNO si propone Questo significherebbe snobbare le nuove tecnologie essendo prossimi alle possibilità che le “entanglement” tecnologie permetterebbero di strutturarci secondo un’integrata interattiva vera “comunicrazia”! D. De Kerkhove Quindi, sarebbe già da tempo suonata la campana per iniziare ad abbondare l’obsolescenza, in quanto ancora per M. McLuhan: i giorni della democrazia politica come noi la conosciamo, sono oggi finiti. L’urna elettorale è il prodotto della cultura occidentale alfabetica, una scatola calda in un fondo freddo e perciò antiquato. La volontà tribale è conseguentemente espressa dall’interazione simultanea di tutti i membri della comunità, che profondamente coinvolta e unita da rapporti reciproci e che considererebbe il riempire la scheda personale di votazione, in una cabina protetta da una tendina, un grottesco anacronismo… “Dall’occhio all’orecchio”. La modernità occidentale ha investito l’energia sociale sulla figura idealtipica del cittadino, la postmodernità prende forma a partire dalla soggettività del consumatore di merci e di comunicazioni (Habermas) Ciò reclama prestare attenzione al cittadino che potrà diventare un autentico interattivo civil-prosumer essendo coinvolti in un processo che oltrepassa la stessa postmodernità dagli assembramenti emozionali, dagli attraversamenti in rete di blog, flash mob, ecc e, dalla comunicazione attorno al consumo, ecc non più riconducibili ad alcuna narrazione o a qualsivoglia “funzione del diritto pubblico”, dove all’impegno politico si sovrappone il gioco, alla tensione verso il futuro si sostituisce la conquista del presente ed alla centralità dell’opera d’arte si oppone il valore transpolitico dell’esperienza. In questa direzione sembra volgersi lo sciamare festivo della cultura postmoderna e delle sue piattaforme tecno sociali.
    Quindi, ritornando al presente e da quanto in corso, prima di padellare qualsivoglia soluzione “elettoralistica” per non finire dalla padella alla brace, sarebbe opportuno riflettere ed acquisire soluzioni a congruo tasso di reversibilità ed evincere la reciproca complementarietà del modello Proporzionale rispetto al Maggioritario e che si rendono vicendevolmente indispensabile per ingenerare un effettivo virtuoso sistema a bipolarismo concorrenziale aperto quanto il sistema elettorale SEMIALTERNO propugna! Essendo appurato che per ingenerare virtuosa concorrenziale e qualità non bisogna lasciare aperto il ciclo quanto gli attuali parziali modelli elettorali induttivamente conseguentemente originano essendo questi, frutto di statuizioni formalmente corrette! (Weber) Modelli che stanno diventando sempre più corrotti!? Giacché immergendo questi vetusti modelli in un totalmente cambiato contesto essendo tramontato il genere paternalistico discenti cui facevano riferimento non potranno dare le risposte volute essendo in contesto diventato più “scaltro e competente”. Anche se per D. de Kerckhove: Il cittadino medio è sempre un tipo neanderthaliano. Questo perché abbiamo politici neanderthaliani. La cultura digitale è la fase cognitiva dell’elettricità. Così come abbiamo di certo attraversato la fase muscolare, altrettanto certamente stiamo vivendo questa nuova fase. La trasformazione che sta avendo luogo è inconsapevole come lo fu al tempo quella del concilio di Trento, quando si cercò di inserire un vecchio ordine in una religione che fu completamente minata da una nuova concezione dell’uomo.
    Così anacronisticamente continuando data la loro intrinseca limitatezza di detti obsoleti tradizionali modelli tenderanno a drenare sempre più concorrenza negando e precludendo opportunità senza mai liberare virtuosi spazi concorrenziali operativi quanto diversamente richiederebbe un più completo sistema per sintonizzarsi ad una siffatta nuova cangiante dinamica realtà. Quanto il SEMIALTERNO permette, grazie alla sua articolazione, di aprire ed espandere coerentemente sempre nuove fisiologiche opportunità per contestualmente aumentare: “entitlements, provisions & chances (Dahrendorf) ed affrontare attrezzati con sicurezza le sfide che il futuro ci attende! Quale modalità per incrementare qualità e rendere virtuoso nel suo insieme l’intero Sistema Paese nel suo complesso con altrettanto virtuoso pervasivo riverbero nell’insieme della galassia di cui si compone per politics, policy and polity!
    Imperocché il sistema SEMIALTERNO obbliga – permette chi intendesse scendere in competizione elettorale, vincendole di assumersene la responsabilità di governo e conseguentemente per ”accountability” doverne rispondere, senza potersi mai permettere di glissare, bypassare, tergiversare, posporre e/o cambiare ogniqualvolta le regole del gioco per rendersi ed ancor più intransitivo e/o immunizzato! Pertanto, per voler cambiare urge semplicemente il coraggio di voltare pagina ed adottare “new normal” spartiti, paradigmi… coerenti a quanto la tecno-scienza permette non altro scopo che non sia il suo massimo auto-potenziamento per far sì che anche la democrazia possa rendersi strutturalmente autocorrettiva e sempre più proattivamente progressivamente svilupparsi verso l’auto-poietica?!
    Soluzione che potrebbero apparire imbarazzante ai tanti maître a penser od ad intellettuali di razza e croupier elettorali di casta quando sono delle semplici scompaginanti “new normal” acquisizioni per understatement palesemente lì, sottotraccia in pirandelliana attesa d’essere riportato alla luce ovviamente non più in modalità alterna disgiunta ma, per essere sistematizzati ed articolati per avvalorarne l’implicita complementarietà del Proporzionale col Maggioritario e viceversa per tradursi in un più fisiologico sistema quale il SEMIALTERNO rappresenta!
    Poiché molto si sta muovendo dato che in altrettanto inedito modo i Californiani dal 2011 intendono adottare “la Proposition 14 – TOP TWO” a seguito di un referendum propositivo stanno dimostrando di saper buttare in avanti la palla della democrazia per definitivamente emanciparsi e stappare quel anacronistico bipartisan inciucio che li blindava impacchettati dentro un anacronistico autoreferenziale bipartisan: repubblicani e democratici! Uno zoo politico assurdamente concepito per una fauna ridotta a soli elefanti e somari: appunto, a bipartisan autoreferenzialità! Trovandola totalmente in contrasto quel quell’altra faccia della medaglia del mercato rispetto alla democrazia. Pertanto, i Californiani con la Top Two riusciranno ad abbattere una dei tanti anacronismi ed irragionevolezze che le tante cricche strutturali permangono insite nei compassi modelli elettorali frutto di statuizioni formalmente corrette (Weber). Quelle che noi per esterofilismo stiamo anacronisticamente importando alla sola vetusta maniera per ulteriormente dimostrando di voler mantenere transitivo il sistema elettorale e rendere così sempre più intransitiva la casta. Soprassedendo a quei tanti bei proposti degli anni ’80 di voler introdurre il referendum propositivo per equilibrare l’istituto del referendum aspetto del quale nonostante tanta acqua sia passata sotto i ponti ne restiamo al riguardo, tuttora orfani! Quale ulteriore riprova di quanto infeudamento da parte della nostra casta politica sia in corso tanto da soprassedere ad ogni volontà d’estendere cittadinanza, democraticità!
    Pertanto, per mancanza di questa semplice opportunità che le prospettive dei referendum propositivi racchiudono, ci sarà preclusa ogni opportunità di e poter esprimere ogni cambiamento dal basso rischiando inequivocabilmente di morire per Porcellum castrati nel diritto di liberamente poter scegliere come cittadini i propri rappresentanti politici da una siffatta Porcata! Schiavi della cattività indotta da siffatti compassati modelli elettorali “chimere” quanto lo era stato il precedente Mattarellum considerati incompleto e parziale!
    Urgerebbe cambiare registro iniziando con l’adottare sistemi elettorali più elastico flessibili adattivi e più completi per abbondare la presuntuosa miopia di casta che cosi continuando ci sprofonderà ulteriormente nella “melma”! sere badare a quanto sta già succedendo nella compagine mondiale giacché i Californiani, quanto i Britannici si stanno muovendo per semplicemente iniettare maggiore concorrenza e promuovere concorrenziale efficienza aumentando le opzioni e non anacronisticamente per sottrarle nei meccanismi elettorali come si sta intentando da noi in Italia dove la casta si arrabatta per sempre più ridurle e moncarle rimettendo ad un manipolo di politici di casta la designazione dell’intero Parlamento ancora Bicamerale!
    Quando, assurdo risulta combattere l’irreversibile trascorrere della storia ed incaponirsi quando la trasformazione è da tempo in atto e sta concretamente avendo luogo quanto lo fu più o meno inconsapevolmente al tempo quella del concilio di Trento, quando si cercò di inserire un vecchio ordine in una religione che era completamente già stata minata da una nuova concezione dell’uomo.
    Giacché viviamo un irreversibile periodo di trasformazione dove le nuove tecnologie ed internet – la cultura digitale rappresentano tutte insieme la fase cognitiva dell’elettricità. Così come abbiamo di certo attraversato la fase muscolare. In altrettanto modo anche per la democrazia stiamo ineluttabilmente vivendo questa nuova fase impossibile da poter ostacolare o frenare pensando di poterci propinare ancora quella del compassato “notabiliare-dinatico”, in cui il potere sulle menti e sul voto veniva esercitato come controllo sociale da parte del notabile del luogo sull’elettorato della sua circoscrizione, quando ormai da tempo abbiamo superato anche quello dei partiti di massa carica di quel pernicioso paternalistico discente che ha caratterizzato il Novecento dove ogni partito grazie ai propri apparati: culturali e sociali svolgeva da catalizzare ideologico per infeudare il territorio e lo spazio tempo (M. Salvati) e che taluni alfieri e cavalieri intendono ripercorrere schiacciandoci dentro un innaturale Maggioritario a bipartitismo forzoso della supponenza per poter continuare col solito gioco dell’oca! Il Maggioritario all’uninominale ingenera non calza per le italiche esigenze i fatti ineluttabilmente lo stanno a dimostrare giacché la politica da decenni langue giacché “non ci può essere alcuna partita a solo due” (M: Gotor) al di là, dell’esposizione descrittiva di quanto oggigiorno abbiamo in campo di R. D’Alimonte del “…perché la riforma elettorale del «Porcellum» non si farà” non fa altro che sottendere l’esigenza di addivenire a draconiane – salomoniche soluzioni quanto il SEMIALTERNO prefigura per rendere fisiologica la governabilità!! Questo per oggettivamente sopperire e superare l’attuale impaludamento che così continuando sta erodendo ormai sia il sociale ed intaccando l’istituzionale.
    Ovviamente su molti fronti urgono aggiustamenti e non ultimo provvedere a dare opportuna regolamentazione all’art. 49 affinché il tutto non continui ad avvitarsi su se stesso diventano sempre più autoreferenziale, urge rendere simmetriche le cose sul versante dei meccanismi delle leggi elettorali provvedendo innanzitutto a renderli completi quanto il SEMIALTERNO enuclea per sintonizzarci ai tempi che una moderna democrazia reclama potersi sviluppare lungo la traiettoria segnata da aspirazioni ideali che sempre sopravanzano le condizioni reali in asintote miglioramento incrementale per dissipare deterrenza, autoreferenzialità rischi autoritari… e ridurre sempre più quel gap che s’insinua tra ciò che la democrazia dovrebbe essere dall’esserlo in quanto: “Ciò che la democrazia è non può esser disgiunto da ciò che la democrazia dovrebbe essere!” Sartori Allora, essendo la democrazia un mezzo abbisognerà come prerequisiti anche meccanismi elettorali che potranno aumentarne sempre più efficienza ed efficacia quanto più risulteranno allo scopo strutturalmente integri e completi e capaci di riprodurre un bipolarismo concorrenziale aperto per coloro che la vorranno cavalcare, vivere e condividere!
    *Breve elenco delle istanze inevase e dei propositi perennemente rimandati:
    • Ridefinire i poteri tra Esecutivo e Parlamento e rafforzare il potere del governo sul processo legislativo ricorrendo anche a legge ordinaria o con modifiche dei regolamenti, senza il complesso iter delle riforme costituzionali per conferire al premier il diritto di fissare priorità per l’ordine del giorno, stabilendo l’obbligo del parere favorevole del Tesoro (e/o art. 81) su leggi che comportino aumenti di spesa o diminuzione di entrata, dando priorità e tempi certi per i progetti del Governo;
    • Istituzionalizzare il metodo con una legge che colleghi il finanziamento pubblico dei partiti, all’articolo 49.
    • Occorre un concreto dimezzamento del pletorico numero dei Parlamentari (a 300 alla Camera e 50 al Senato) rispetto alla misera anacronistica riduzione in percentuale prevista dalla bozza Violante… un abbozza che umilierebbe il tanto vantato italico Europeismo!? Giacché basterebbe semplicemente recepire dal Parlamento europeo le direttive, le normative senza frenarne con la solita “nostrana plutocratica retorica” quelli opportuni adeguamenti là legiferati! Perché un netto dimezzamento numerico dei Parlamentari dimostrerebbe una più attenta volontà e propensione alla razionalizzazione;
    • Che il federalismo riconosca centralità alle città e non solo alle regioni che spesso si rilevano essere dei semplici carrozzoni burocratici;
    • Dimostrare nel contempo quella necessaria sensibilità ad accogliere ed introdurre quella reale “governance documentale” come già sta avvenendo da tempo in molti paesi del nord Europa in quanto solo razionalizzando i flussi documentali si potrebbero risparmiare economicamente fino al 30%. Questa potrebbe rappresentare un’ulteriore prerogativa per liberarsi dalla nostrana pluto burocrazia e dall’inefficienza per diventare così veri imprenditori di se stesse sintonizzandoci come veri “civil citezen prosumer – in a real stakeholder citizen engagement” come suggerisce A. Toffler futurologo!
    Giacché solo avendo a cuore il proprio destino si potrà perseguire e realizzare quella propria personale ambita autonomia indispensabile a potersi riscattare da quell’ancoraggio in si permane condizionati da un siffatto italico imprinting che si caratterizza per varie costanti ricorsività date da: un paternalismo discente, una pervasiva cooptazione, un famelico nepotismo ed un endemico familismo, ecc.
    Pertanto, indifferibile risulterebbe poter:
    • Rendere più specifiche le funzioni delle Camere rispetto all’attuale ridondate doppione legiferante quindi, chiudere il bicameralismo “perfetto” per dare consistenza ad un Senato Federale;
    • Altrettanto auspicabile risulta la riduzione dei lauti appannaggi rispetto ad ogni media dei “Parlamentari dell’€urozone” giacché gli adeguamenti non dovrebbero valere solo per la parità dei 65 anni bensì per tutti glia altre palesi incongruenze;
    • Eliminazione del Quorum ai Referendum abrogativi per introdurre “per un fisiologico necessario equilibrio” anche il Referendum Propositivo! Vedonsi California ultimamente e la loro patria per antonomasia: la Svizzera.

    Commento di Giulio MANCABELLI — 21 agosto 2010 @ 02:48

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